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Era solo un giro in moto

1979 Ligio il cavaliere del Tonale
E’ ancora presto ma sento il calore del sole sul mio viso come se volesse dirmi di alzarmi, apro gli occhi, è una giornata meravigliosa, che bello oggi è sabato penso, non devo lavorare, le altre cose non ho voglia di farle e penso che sia un peccato stare a casa.

Vado in cucina e mi preparo un caffe’, sulla sedia c’è il casco che mi guarda e non so dove ma decido di fare un giro in moto:solo un semplice, normale, sano, terapeutico giro in moto.

Scendo in garage, giro la chiave, il quadro si accende, buon segno, premo il pulsante della messa in moto e……parte!meno male……, la spengo subito.

L’olio è a posto, la pressione dei pneumatici pure, monto la borsa da serbatoio con i soliti ricambi, metto dentro anche la tuta impermeabile, guardo se è scaduta quel cazzo di revisione e continuo a pensare dove andare:i 4 passi no siamo andati la settimana scorsa, sugli appennini nemmeno, non ho voglia di fare la pianura, torno in casa e mentre mi vesto penso, perche’ non andare dalle parti dove ho fatto la naja??????

Cazzo faccio fatica a chiudere i pantaloni, devo mangiare meno, devo far e un po’ di sport, devo bere meno, devo....devo……mavaffanculo!!!

In Friuli sono sempre passato solo di sfuggita od in transito e penso che sia strano che non ci abbia piu’ messo piede, (piu’ che strano è sempre stato un qualcosa che non ho mai voluto approfondire) tra l’altro la Carnia è una regione stupenda e poco battuta l’ideale quindi per la moto.

Quasi stupito della scelta parto, faccio il pieno e non prendo l’autostrada, che vadano affanculo i Benetton, oggi i soldi non glieli do, poi il sabato non ci sono i camion per cui si viaggia bene, Treviso, Conegliano, Pordenone, c’è poco traffico, sono quasi le 10 mi fermo a mangiare un panino ed una coca, non ho fretta, non ho appuntamenti, e’solo un giro in moto e guido senza correre, l’andatura migliore per il g/s.

Riparto senza ancora sapere bene dove andare di preciso, poi mi viene in mente Sella Nevea dove ho passato dei giorni con la \“mia\” squadra di esploratori, tutti friulani, tutti maestri di sci, tutti istruttori di roccia, tutti del soccorso alpino, quindi tutti super alpini.

1979 sono passati piu’ di trent’anni e non ci siamo piu’ visti, sono passati piu’ di trent’anni e penso ancora a loro con affetto ed oggi mentre guido vedo con occhio diverso e con nostalgia quei giorni, penso perche’ cavolo non ci siamo piu’ visti, eravamo inseparabili al punto di non chiedere licenze per stare insieme e farne di tutti i colori o solo piu’ semplicemente per stare insieme a sciare o arrampicare.

Rivedo i loro visi e risento le loro voci, avevamo 20 anni e tutta la vita davanti.

La moto procede quasi da sola, visiera aperta e la testa altrove, Venzone dove abbiamo fatto il car avanzato, adesso c’è una caserma nuova, allora noi eravamo nelle baracche del dopo terremoto, Tolmezzo, Camporosso e poi su per quella strada che si inerpica per una stretta gola.

Il gs risponde ad ogni accelerata e mentre saliamo mi viene in mente il passo del Tonale, un mese a sciare in agosto, ed uno tra settembre ed ottobre, forse il periodo piu’ bello della mia vita forse il periodo dov’ è successo di tutto e dove tutto poteva succedere.

Io, Ligio e Gunther stavamo a sciare anche il venerdi’, sabato e la domenica quando gli altri chiedevano di andare in licenza noi invece non chiedevamo di meglio che stare li e forse anche per questo eravamo i beniamini del colonnello che veniva sempre con noi e si divertiva a sentire le nostre cazzate ma anche a migliorare lo stile, Ligio era veramente bravissimo come maestro.

Avevo anche conosciuto una ragazza di Pinzolo che era li in vacanza……cosa potevamo volere di piu’???? Alla base delle piste nel rifugio del ghiacciaio ci offrivano sempre da bere, tutti erano gentili ed a noi sembrava di essere in paradiso, essere poi obbligati a sciare!?!?!! Era una pacchia!!!!

Usavamo la nostra attrezzatura da sci da \“civili\”solamente che dovevamo ricoprire sci e scarponi di nastro adesivo da pacchi per dargli un’impronta militaresca, (allora ancora non erano in dotazione i materiali piu’ moderni) Ligio il mio amico Ligio Rosi, di Cave del Predil sciava con uno stile elegantissimo, lui faceva parte del soccorso alpino e stava per diventare maestro di sci, un bel ragazzo magro ed alto circa 1 85 tipico friulano casinista nato, bastian contrario, un po’ attaccabrighe, non si faceva metterei piedi in testa da nessuno.

Aveva fatto arrabbiare la\” vecchia\” appena siamo arrivati al car con la sua impertinenza indisponente e la prima notte sono arrivate subito secchiate di acqua ghiacciata solo che hanno sbagliato ed hanno preso me che dormivo nella branda sotto la sua.

La promessa della vecchia era stata \“aghe us gnott\” (acqua stanotte) e acqua fu.

Le sue risate (io ridevo un po’ meno…) ed i suoi commenti quando si è accorto di quanto successo hanno indispettito ancora di piu’ la vecchia che pero’ fu fermata nella rappresaglia da quello che dei nostri era il piu’autorevole anche se non congedante.

Noi eravamo appena arrivati ma il messaggio fu chiaro per tutti:nessuno tocchi questi due, e nessuno ci tocco’, ne nessuno avrebbe osato mettersi contro il gruppo degli esploratori.

Il nostro era il reparto dei piu’ fighi, sempre in giro, sempre attivi, sempre pronti a partire con nuovi incarichi, il fiore all’occhiello della Julia ed uno sfigato di imboscato, anche se congedante al nostro cospetto era chiaramente una merda e Ligio, da bastardo quale era, non perdeva occasione per farli sentire tali.

Dall’inizio della naia eravamo diventati amici, e non ci siamo piu’ separati fino al penultimo mese quando Ligio orgoglioso come sempre ha mandato affanculo un tenente, dopo tre ore era gia’ punito ed il giorno dopo in viaggio per l’Aquila.

Ligio Rosi, il Tonale, una sera tornando in caserma ha cavalcato una mucca o meglio ha tentato di cavalcare una mucca mentre io e Gunther ridevamo come pazzi a vedere i tentativi di Ligio a far spostare l’animale, solo che qualcuno ci aveva sentito e visti, aveva riferito ed il giorno dopo un uomo si è presentato dal nostro colonnello per protestare .

Il colonnello ci mando’ a chiamare (non era difficile immaginare che fossimo stati noi perche’ nel fine settimana eravamo gli unici esterni rimasti in caserma) e ci presentammo nel suo ufficio .

Eravamo appena arrivati da una stupenda giornata di sci nel ghiacciaio, seduto davanti a lui c’era un uomo in borghese di circa 50 anni che non conoscevamo ed il colonnello visibilmente contrariato mi apostrofa burbero (io ero il piu’ alto in grado dei tre deficenti) \“Pastorini, che cazzo avete combinato ieri sera??.

\”Fermo sull’attenti guardando un punto fisso inesistente sul muro gli rispondo.\”

Signor colonnello ieri sera siamo usciti dopo cena solamente per fare una passeggiata e poi, dopo aver fraternizzato con dei locali siamo ritornati in caserma\”: (leggasi siamo usciti a bere qualsiasi cosa riempisse un bicchiere, abbiamo fatto una gara di grappe con quelli del soccorso alpino -gara vinta da noi-e poi siamo tornati riuscendo per puro miracolo a trovare la caserma)Mi guarda serio e dice:questo signore e’ venuto qui per denunciare il fatto che avete cavalcato una delle sue mucche che è ancora spaventata ed oggi non riesce a governarla!

Non pensavo che foste cosi’ cretini da fare una cazzata del genere!!!!

Io guardando serio sempre su un punto del muro rispondo immediatamente:\”Signor colonnello mi dispiace per il disagio del signore ma ieri sera c’era un po’ di foschia, era buio e non essendoci una buona visibilita’ abbiamo scambiato la mucca per un cavallo !!\”(mi era venuta spontanea una delle mie cazzate ma senza che potessi valutarne gli effetti, era una mia attitudine (ancora viva)che piaceva agli altri pero’ forse questa volta avevo esagerato!?!?)

Non vedevo il viso di Ligio e di Gunther di fianco a me ma immagino che si siano strozzati per non ridere.

Eravamo tutti e tre perfettamente seri ed in riga, eravamo tutti e tre perfettamente dei paraculi.

Il colonnello mi guardava come se non avesse capito quello che gli avevo detto e per un attimo ho pensato che mi avrebbe messo in rigore per un mese ma l’uomo che ci stava osservando con curiosita’ si è messo prima a sghignazzare e poi a ridere ma ridere proprio di gusto, mentre noi tre eravamo immobili, perfetti sull’attenti in attesa di una risposta del colonnello che dopo avere guardato questo signore ed apprezzato la sua reazione allargando le braccia sconsolato ci ha detto:\”andate fuori dai coglioni, faremo i conti dopo!!!!\” ma mentre lo diceva ho scorto qualcosa di allegro che brillava nei suoi occhi ed io poi sapevo che lui andava matto per noi e dopo aver salutato in perfetto stile militaresco siamo usciti: dopo una corsa nel corridoio, appena fuori dalla porta Ligio, il mio cavaliere del Tonale, si è messo a ridere, in ginocchio, cosi’ pure Ghunter ed alla fine ridevamo tutti e tre come cretini.

Pensandoci bene, forse non ho mai riso cosi’ tanto in vita mia come quella volta.

Per la cronaca la terribile punizione fu quella, il giorno seguente, (domenica) di andare a sciare con il colonnello tutto il giorno e poi la sorpresa a mezzogiorno quando al rifugio sono arrivati l’uomo che era venuto in caserma insieme alla moglie che voleva conoscere il cavaliere della sua mucca e dopo le presentazioni ci ha offerto pure da bere mentre il colonnello ci guardava orgoglioso come se fossimo stati i suoi figli migliori.

Arrivo a Sella Nevea, un bel cesso di posto ma allora era comunque bello, a giugno 1978 nel ghiacciaio c’era un piccolo ski-lift uno di quelli con un motore diesel e con i ganci che si staccano quando arrivi in cima e noi dalle otto e mezza fino alle 16.00 eravamo li, su e giu’, su e giu’ed io ne approfittavo per migliorarmi, in fondo ero l’unico che non fosse maestro di sci e poi a mezzogiorno la pausa pranzo (a sacco)con quello che ci davano alla mensa della caserma il mattino e poi io con il fornellino preparavo il croccano (con la ricetta di Loszach, un friulano forte come un toro)sulla terrazza del rifugio che poi offrivamo anche al gestore ed a quelli dei suoi clienti che trovavano il coraggio di berlo.

La ricetta era caffe’ granulare 2 bustine (sciolte prima nell’acqua calda)a persona, zucchero due bustine a persona e poi il tocco finale con 10 bustine di cordiale o grappa a testa, poi il tutto a scaldare stando attenti che non prendesse fuoco, se usato come combustibile poteva far andare in orbita un missile.

Sella Nevea, aprile 1978 l’inizio della naja, le prove per vedere chi sapeva sciare le avevamo fatte li’non con gli scarponi da sci e la nostra attrezzatura ma con le pedule (i vibram) che usavamo per camminare e gli sci della naia, delle tavole di merda che potevano essere utilizzate anche con le pelli di foca e con gli attacchi a blocco manuale.

Era difficile solo stare in piedi, sciare poi……Dopo un po’ di prove scende Ligio con uno stile perfetto ed all’arrivo mentre aspettavo il mio turno mi avvicino ai selezionatori ai quali stava dicendo che aveva fatto le selezioni per diventare maestro di sci (cosa che non erano i nostri selezionatori e Ligio lo disse solo per farli sentire inferiori a lui).

Gli dico, certo Rosi, anche se non sei ancora un maestro hai comunque uno stile bellissimo, lui mi guarda e mi dice \“grazie ma con queste schifezze non si puo’ fare meglio\”.

Il suo non si puo’ fare meglio era per me gia’ la perfezione e mentre guardavamo decine di alpini che cadevano, che ravanavano, che non riuscivano a scendere e qualcuno invece che scendeva bene o benissimo, arrivava il mio turno e Ligio mi dice sornione:\” adesso voglio proprio vederti, padovano!\”

Io scendo e non so per quale motivo riesco a fare bene dopo quello che una volta si chiamava superparallelo, una serpentina strettissima che mi porta all’arrivo dove i selezionatori mi guardano e mi dicono :ma sei maestro anche tu???

Sono impazzito, mi sarei fatto una sega sul posto, in quel momento preciso ero gonfio come un tacchino.

Avrei voluto registrarli, avrei voluto che tutti avessero sentito Ero fuori di me dalla felicita’:essere scambiato per un maestro!

Il sogno della mia vita!!!!Loro non sapevano che quella discesa che avevo appena fatto forse era stata un miracolo!!

Arriva Ligio che mi dice: bravo Pastorini non sei male!!non ero piu’ il padovano, ero Pastorini, ero passato di grado!!e mi da una pacca sulla spalla.

Le sue pacche avrebbero fatto sputare un polmone a chiunque ma bisognava considerarle un gesto di affetto e cosi’ fu.

Uno alla volta arrivano anche gli altri .

bravo, bene per la prima volta mi sentivo considerato da un gruppo.

E non erano certo persone qualsiasi…ero l’unico\” cittadino\”pero’da quel momento in poi ero uno di loro……ero felice…poteva essere la mia vita… quindi …tutti a bere.

Giro intorno al piazzale guidando piano, dietro quella orribile costruzione gigantesca lungo la strada che esce dal paese c’è la caserma della Finanza e poi ancora un po’ dietro c’è la piccolissima caserma degli Alpini, il cancello è chiuso, la caserma è abbandonata o forse la useranno solamente d’estate.

Mi fermo a guardarla:il piccolo corpo centrale è esattamente uguale ad allora e vedo che hanno costruito delle nuove adiacenze ma sembra tutto abbandonato.

Io rivedo il piazzale pieno di ragazzi, l’adunata e poi a piedi a prendere la funivia…

C’è un bel sole e mi siedo un po’, quanti pensieri, quanti ricordi ma non doveva essere solo un giro in moto????

Rimonto in sella e parto ma invece di tornare a valle vado verso Cave del Predil, era il paese di Ligio, lavorava come tecnico alle acciaierie Weinselffelds, ma sapevo che avevano chiuso anni prima.

Un pensiero si fa strada dentro di me:se trovassi Ligio, ? Che idea del cazzo, cosa significa andare a cercarlo???

È poi praticamente impossibile che uno come lui sia rimasto in un paese come quello, è una follia, 33 anni che non lo vedi e che non ti vede, sara’ sicuramente in un altro posto sara’ sicuramente andato in un altra citta!sara’ impossibile che ti riconosca trent’anni dopo, sei quasi trenta chili di piu’ pochi capelli, hai la faccia piena di rughe.

Ma cos’hai paura??ti vergogni perche’ se ti vedesse sciare oggi si metterebbe a ridere ?!?! e poi cosa gli diresti, che non sei andato a vivere in montagna come gli dicevi?? che il meglio di allora non esiste piu???che non sei mai diventato maestro di sci??? Che quello che ti aspettavi dalla vita non è stato ??? E lui che sia ancora la persona che conoscevi??o magari la vita lo ha spento?? Albe, gira la moto che è meglio!!!

Eravamo a Sappada gennaio/febbraio 1979 c’erano le gare delle truppe alpine (casta) e tutti e due non volevamo fare quel tipo di gare perche’ si faceva…fondo e non ci piaceva, a noi piaceva la discesa per cui al mattino aiutavamo il colonnello nell’organizzazione e nel pomeriggio andavamo a sciare .

Un giorno avevi marcato visita il mattino e poi il pomeriggio invece di stare in branda ti sei preso gli sci e stavi uscendo dalla caserma quando un tenente ti vuole fermare, ma tu, tra l’altro vestito come Stenmark e non da militare, irriverente e guascone come al solito hai fatto finta di non sentirlo facendogli fare una figura da pisquano.

Al tuo ritorno mi ricordo che non c’è stato nulla da fare, io ho provato a parlare con il colonello ma l’avevi fatta troppo grossa!

La decisione fu quella di spedirti in punizione all’Aquila il giorno dopo.

Due giorni dopo sciando mi sono rotto un gomito e quel mondo di colpo fini’ Mancava poco alla termine della naja ma dovevamo fare ancora un sacco di cose.

Non ti ho piu’ rivisto, non ci siamo piu’ sentiti .

La moto sembra non ascoltare i miei pensieri e procede piu’ sicura di me fra i tornanti che dividono Sella Nevea da Cave del Predil.

Da lontano si vede la vecchia cava che sovrasta nella sua crudezza il paese e man mano mi avvicino aumenta una sensazione alla bocca dello stomaco, penso, ma non era solo un giro in moto? Arrivo In piazzetta e vicino alle due chiese poste una davanti all’altra, c’è un bar con delle persone sedute intorno ai tavolini.

Mentre parcheggio la moto sento piu’ forte quel qualcosa alla bocca dello stomaco, spengo e metto sul cavalletto il gs Guardo la moto e penso che mi ha portato lei in questo posto, quasi contro la mia volonta’, qualcuno dice che le moto sono solo un pezzo di ferro con un motore e due ruote, io non la penso cosi’, certe moto hanno un’anima e questa sicuramente ce l’ha.

C’è un bel sole, mi sfilo il casco e le persone sedute si girano Fra loro vedo qualcuno che osserva la moto, qualcun altro che mi guarda e poi vedo gli occhi chiari di Ligio che puntano sui miei.

Vedo il suo sguardo, non è di sorpresa, sembra lo sguardo di una persona che mi stava aspettando.

Rimango di sasso, lui si alza ed in silenzio si avvicina ma io non riesco a dire nulla.

Ligio, penso, Ligio, è proprio lui!!!Per un attimo non sapevo piu’ se fossimo quei ragazzi di 20 anni che stavano facendo il militare negli alpini, tornati da una licenza oppure due uomini che dopo 33 anni, si ritrovano perche’ uno decide di fare solo un giro in moto.

Quello che avevo dentro era come un pentolone dove ribollendo si mescolavano emozioni, ricordi, fotografie di un passato lontano solo nello spazio del tempo, non nello spazio dell’anima .

Ci stringiamo in un abbraccio silenzioso e respiro con gli occhi chiusi e penso che l’aria di montagna e l’amicizia hanno sempre lo stesso profumo.

In un attimo erano riuniti i due ventenni con le loro speranze, i loro sogni il loro entusiasmo e la voglia di nuovo con i due 53 enni con le loro disillusioni, le loro cicatrici, i loro rimpianti ma con il ricordo in comune di tanti momenti fenomenali che niente aveva cancellato.

E’ passato qualche secondo, forse un minuto, non so, ma quando ci stacchiamo vedo i tuoi occhi verdi un po’lucidi, leggo tante cose che non serve spiegare, ed adesso ti posso guardare con piu’ attenzione:il viso è cambiato, c’è qualche ruga, i tuoi capelli ricci non ci sono piu', lo sguardo è sempre lo stesso, il modo di muoverti è sempre lo stesso, cazzo, penso, perche’ non ci siamo mai cercati?

Mi metti una mano sulla spalla e con la solita aria di chi sembra sempre prenderti in giro mi chiedi \“ma che cazzo ci fai qua pastorini?\” queste parole sono le prime dopo tanto tempo, ricordavo pero’ esattamente la tua voce e sorridendo penso che stavo cercando da trentanni qualcuno che mi insegnasse a cavalcare le mucche e non sapevo che per trovarlo bastava fare solo un giro in moto………………………


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