SILK ROAD 2005 - R80gs - Owner Club

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Silkroad 2005



Presentazione
Cari amici,la bella stagione è ormai alle porte ed approfittando della ospitalità della Ceccato Motors abbiamo pensato che, con il pretesto di far vedere delle immagini inerenti al nostro viaggio"Silk Road 2005" che ci ha visto percorrere la Via Della Seta da Pechino a Padova con i nostri ormai di moda R 80 G/S, sia di buon auspicio proporre un incontro tra appassionati, dove si possa parlare di moto, di viaggi passati e futuri incontrando vecchi e nuovi amici. Logicamente organizzeremo un buffet auto gestito che iniziando verso le 10.30 finira' con l'esaurimento delle scorte.
Nel caso infatti, non reputaste interessante la visione delle immagini, siamo certi che sarete felici di ripiegare con sopressate, formaggio di fossa, negroni, prosecco ed altro ancora.
L'incontro è programmato per sabato 25 marzo a partire dalle 10.30 in poi.

Un saluto dall' R 80 GS Owner Club.

Albertino, Andrea, Antonio, Stefano, Massimo, Checco, Giorgio, Renè, Max, Francesco e Luciano ..

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La Via della Seta
L’R80/GS Owner Club, per celebrare il 25mo anniversario della nascita della mitica BMW R 80 G/S, vuole riproporre il più classico tra i tragitti della storia dei viaggi dell’uomo: la Via della Seta. A partire dal primo secolo d.C le carovane di mercanti iniziarono ad attraversare i deserti e le steppe sconfinate dell’Asia Centrale per trasportare dalla Cina Orientale mercanzie pregiate quali seta, porcellane e spezie, dando così origine ad un fitto scambio non solo di merci, ma anche e soprattutto di idee,culture, religioni e lingue. Le carovane partivano dalle maggiori città cinesi quale ad es. Xijang, attraversavano il deserto di Gobi, toccavano le oasi lungo i margini del deserto del Taklimakan, transitavano da Kashgar, nodo cruciale delle vie della seta, da dove infine si diramavano i differenti itinerari mediorientali della Via della Seta.
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Con questo viaggio, partendo dalla città Proibita (Pechino) attraverso la maestosa Cina e le sue contrastate diversità, percorreremo le tappe storiche degli antichi mercanti carovanieri sostando nelle oasi di transito, ammirando l’esercito di terracotta, inoltrandoci negli immensi deserti della Cina settentrionale e dell’Ex Unione Sovietica, affrontando i 4000 metri del passo Kunjerab ai confini con il Pakistan, per giungere fino alla depressione Caspica. Un viaggio nella storia antica dunque, ma anche per ricordare la storia più recente dalla diaspora degli Armeni a Tienanmen. Un viaggio che ci porterà a seguire il percorso della imponente Muraglia cinese, l’unico manufatto dell’uomo visibile dallo spazio, a visitare le grotte di Mogao, il mercato di Kashgar, per sostare infine nelle esotiche oasi di Samarcanda e Bukhara. Un viaggio avventuroso ma in realtà oggigiorno sicuro attraverso i deserti del Gobi, Taklimakan e Karakum, un tempo temuti per le grandi difficoltà nel superarli. Dalle zone radioattive e compromesse per sempre da centinaia di esperimenti nucleari alla morte del lago di Aral, dall’inquinamento del Mar Caspio fino alle dighe costruite in Turchia, tutti esempi della follia distruttiva dell’uomo.


La strada del rientro in moto in Italia ci porterà a percorrere, dopo una deviazione nell’ex mare di Aral, la variante più a nord dello storico percorso, attraversando l’Azerbaijan, l’Armenia e la Cappadocia fino ad Istambul, punto di unione tra Asia ed Europa. Si tratta di un percorso di circa 15.000 Km, da affrontare con le nostre fedeli ed oramai storiche BMW R80G/S, che scorteranno la BMW F 650 G/S vinta con il concorso indetto dalla BMW Italia e la rivista Motociclismo per visitare un continente che ancora oggi conserva un magico fascino ed un’ attrazione magnetica. Un viaggio per prendere contatto con differenze geografiche, politiche, sociali, culturali e religiose. Dalle minoranze Mongole della Cina del nord agli Uiguri dello Xinjang, dai discendenti di Tamerlano agli Armeni, in un calderone di lingue, usi, costumi e tradizioni a cui in alcuni casi la storia ha perfino tentato di porre fine con la forza. Un viaggio per approfondire ciò che pur attraverso diversità apparentemente incolmabili ci può unire e ricordare ciò che, quasi duemila anni fa, faceva coesistere pacificamente persone di razze, religioni e culture diversissime tra loro, che però trovavano nel commercio un punto di contatto su cui sviluppare relazioni altrimenti improbabili


Poco dopo essere tornati dal nostro meraviglioso viaggio in Tibet ci stavamo gia’chiedendo come potevamo festeggiare il 25°compleanno della nostra amata GS che sarebbe caduto nel 2005. Checco espose una idea che gli frullava da anni nella testa:la Via Della Seta partendo da Pechino e ripercorrendo con qualche deviazione l’antica carovaniera che partiva da Xi’An,attraverso quattro deserti (Gobi,Taklimakan,Kizilkum e Karakum) il Fiume Giallo, il Syr Darya (OXUS) il Tigri, l’Eufrate oasi dai nomi antichi ed affascinanti come Turpan, Kashgar, Samarcanda, Bukhara, Khiva, attraversando 14 paesi:
Cina, Kirghizistan, Kazakistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Arzebaijan, Georgia, Armenia, Turchia, Grecia, Macedonia, Serbia, Croazia, Slovenia ed infine Italia per un totale di oltre 16000 km. Idea che peraltro viene accettata con entusiasmo dal gruppo. Da settembre del 2004 inizia sia la ricerca di Sponsor per alleviare i pedaggi gravosi richiesti sempre da questi paesi,sia la non meno impegnativa organizzazione del viaggio. Per l’occasione le nostre R 80 g/s avrebbero scortato la BMW F 650 gs vinta nel 2004 con il concorso di Motociclismo/BMW. Viaggiando, raccontando.
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Il sunto del viaggio
La Via della Seta è un itinerario che è rimasto famoso fino ad oggi anche perche’ la storia ha avuto continui sviluppi lungo tutto il suo tragitto. Da Gengis Khan a Tamerlano,dal Grande Gioco alle annessioni Cinesi,dalla diaspora degli Armeni all’occupazione Russa della regione centroasiatica, da Alessandro Magno a Marco Polo c’e’ sempre stata una continua a evoluzione storica che ha portato questa carovaniera ad essere sempre al centro dell’attenzione.
Marco Polo : il nome del veneziano è da sempre affiancato con quello della Via della Seta. Certamente è stato bravo, scaltro e fortunato. Bravo in quanto non è stato il primo a percorrere questa via ma il primo a darne visibilità.Scaltro per aver miscelato realta’ e fantasia per rendere piu’ affascinante il suo racconto e fortunato perchè essendo stato scritto in francese romanzo da Rustichello da Pisa ,era comprensibile in tutti i paesi “europei”mentre i testi di quelli che lo avevano preceduto in quel viaggio erano scritti in latino e quindi di piu’difficile accesso.
Il Milione rappresenta un testo da riferimento del passato mentre oggi ci sono decine di testi che trattano delle regioni attraversate dalla carovaniera forse piu’famosa del mondo.
Una curiosita’che riguarda i Polo e’ che quando tornarono a Venezia dopo piu’di 25 anni,non tutti furono contenti di vederli visto che essendo reputati morti, i parenti si erano divisi le loro proprieta’(non tutte sono Penelope)Da parte delle autorita’un certo scetticismo c’era ed è evidente anche ai nostri giorni visto che a Venezia non c’è nulla che ricordi con riconoscenza questa famiglia di viaggiatori (escludendo il recente aeroporto) mentre invece in Cina e piu’esattamente a Wuwei ci sono una via principale ed una statua in onore di Mako Bollo,come loro lo chiamano. Un’altra curiosita’ è che in tutti i siti di interesse archeologico sono appese le foto degli esploratori europei come fossero dei ricercati e quindi, quelli che in occidente sono considerati intrepidi esploratori per i locali sono dei ladri di antichita’ essendosi appropriati di migliaia di reperti con la scusa di preservarli: Arold Stein il barone Von Le Coq che ha portato in Germania centinaia di affreschi statue ecc che poi sono andate distrutte sotto i bombardamenti della 2° guerra mondiale o  l’americano Warner che ha rischiato a Mogao di essere linciato,Sven Hedin ecc. sono persone ricordate come delinquenti.
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La Partenza
Tralasciando tutte le peripezie sull' organizzazione a fine luglio si parte in due gruppi ,il primo con il compito di doganare le moto e permettere agli altri di trovare le moto pronte al loro arrivo. Finalmente il viaggio inizia il 1 agosto quando le strade di Pechino vengono percorse da questa carovana di otto moto e da un pulmino di supporto reso obbligatorio dalla conosciuta legislazione turistica Cinese. I primi giorni di viaggio ci servono per prendere le misure con gli autisti cinesi che di tutto si interessano tranne che degli altri.Gli stop ed i semafori sono solo accessori inutilizzati,le precedenze i cambi di corsia e le inversioni sono imprevedibili. Anche se ti vedono arrivare si comportano come se non esistessi.In poche parole guidare la moto in Cina è pericoloso e bisogna prevedere il comportamento di tutti gli altri utilizzatori della strada. Le moto non sono considerate dallo stato e in molte citta’ non possono circolare per esempio in centro,mentre in autostrada ne sarebbe vietato l’accesso.Uso il condizionale in quanto se convinci il capo casello ti fanno passare.In molte occasioni però siamo stati scortati fuori dalla polizia che ci obbligava ad uscire dopo aver sgridato la nostra guida.
L’autostrada presente nel primo tratto è sicuramente poco romantica in relazione ad un viaggio che doveva ripercorrere antiche carovaniere,ma fino a XI’An  ci permette di guadagnare un po’di tempo che impieghiamo nelle cittadine dove ci fermiamo per la notte per conoscere questo mondo nei suoi aspetti soprattutto umani  anche se socializzare non è facilissimo visto che nessuno o quasi parla l’inglese.La curiosita’nei confronti delle moto è da sempre e dovunque un mezzo per entrare in contatto piu’facilmente con gli altri ed anche in Cina ad ogni sosta decine di persone od in alcuni casi tutto il paese circondava questo gruppo di motociclisti un po’ fuori taglia che veniva subissato da domande incomprensibili e dava risposte incomprensibili.In molte occasioni è stato di grande utilita’ l’adesivo che riproduceva la mappa del viaggio con cui spiegavamo quello che altrimenti nessuno avrebbe capito.
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La prima parte del viaggio ripercorre i siti classici del turismo in Cina,quindi la Grande Muraglia ,i Guerrieri di Terracotta,il forte di Jayouguan,le grotte di Mogao a Dunhuang ecc.che sono le mete classiche inframezzate però da altri luoghi che abitualmente non si vedono in quanto il tragitto viene compiuto in aereo.mentre in moto c’è la liberta’di fermarsi a piacimento o quasi.La campagna, la gente ,le citta industriali i piccoli paesi ecc.km dopo km ci permettono di inserirci in questa realta’ e di tentare di capire le incongruenze di questo paese,dalle Mercedes,le BMW le Toyota ecc.delle citta’piene di nuovissimi ed avvenieristici grattacieli alle campagne dove i contadini  vivono in casupole di fango ed arano i campi ancora a mano.Dal fortissimo inquinamento sempre presente in qualsiasi citta’ed esplicitato dalle centrali elettriche che vanno a carbone (costruite in citta’) alla purezza e magnificenza della natura del deserto dei Gobi dove bellissime montagne si stagliano da un deserto che comunque muta continuamente.Come muta la natura mutano anche le caratteristiche somatiche e spostandoci verso ovest ci sono sempre meno han e prende il sopravvento,dal punto di vista somatico,la razza turcofona.La Cina è un grande crogiuolo fatto di moltissime minoranze etniche:Mongoli, Uyguri,Tibetani ecc.con grande sacrificio hanno tentato di mantenere le loro caratteristiche e tradizioni.Di questo primo tratto sicuramente le grotte di Mogao sono il sito che ci ha colpit di piu’ anche perche’ di un interesse e bellezza inaspettati.
Le moto viaggiano che è una meraviglia,la benzina è buona e finalmente i primi tratti sterrati ci permettono di allontanare la noia dell’asfalto.
Arrivati a Mogao inizia il pezzo piu’bello del viaggio fino a Kashgar:il deserto dei Gobi,ed il Taklimakan  intervallati da oasi come Turpan e Hotan ,zone dove arte,cultura,usi e costumi tutto sono tranne che cinesi e si frammistano con una natura ,dura dove c’è il deserto,e lussureggiante dove ci sono le oasi.Turpan per esempio,oasi al di sotto del livello del mare, esiste solo per una serie di acquedotti (XAR) che portano le acque di fusione dalle montagne lontane circa; 20/40 km attraverso tunnel scavati dall’uomo che andavano in profondita’ fino a 400 metri e si estendono per migliaia di km.
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La strada è per la maggior parte asfaltata ma ci sono dei tratti che arrivano a sommare centinaia di Km dove l’asfalto lascia lo spazio ad uno sterrato duro ma polverosissimo dove la visibilita’ è a volte quasi nulla e fare un sorpasso richiede concentrazione e fortuna non essendo visibili buche e tratti di fech fech .L’ampia autonomia ci permette di viaggiare senza problemi e  solo i numerosi posti di blocco, qualche foratura o qualche scorcio che merita una sosta e relativa foto rallentano la marcia. tenendo conto che siamo in otto comunque tutto procede per il meglio.(a parte qualche volo senza grossi danni) Attraversare il deserto di Gobi e’ la quintessenza del viaggio: percorriamo rettilinei di 40/50 km con saliscendi continui dove arrancano fumando camion stracarichi di tutto gruppi di cammelli ci guardano passare indifferenti mentre osserviamo le meraviglie di questa natura assaporando il  piacere unico di esserci con le nostre GS. Mentre guido ho davanti a me questa fila di moto che si staglia su un tramonto rosso fuoco e vengo preso da una sottile euforia mentre con un filo di acceleratore sento il suono del motore che girando sicuro e tranquillo sembra avere le mie stesse sensazioni.
L’arrivo a Kashgar,nodo cruciale della via della seta,è festeggiato con grandi bevute di gin tonic al  John’s cafe ora trasferitosi all’interno del Seaman Hotel ,l’albergo di riferimento da sempre per tutti gli occidentali..La città è molto cambiata rispetto alla prima volta in cui siamo passati sempre in moto nel 1997 però conserva un grande fascino ed anche a detta di chi di noi che non c’era mai stato è la citta’ piu’ bella che abbiamo visto in “Cina”.Le nostre moto parcheggiate fanno le dive ed i numerosi ospiti dell’albergo sono piu’interessati a noi che alle ragazze della sala “massaggi”.
Invece di riposarci,decidiamo di partire per il Kunjerab pass al confine con il Pakistan ed un sole bellissimo ci accompagna per la Karakorum Highway attraverso il magnifico sterrato che congiunge Kashgar alle meravigliose valli Pakistane fino a Islamabad .E’ come vedere un film dove la natura è protagonista,montagne altissime  piene di ghiacciai nevai e seracchi si stagliano nel blu del cielo,cammelli allo stato brado si abbeverano nei turbinosi torrenti che vanno verso valle,contadini e pastori si fermano al nostro passaggio per vedere questa inusuale carovana che risale le loro vallate.
I GS si arrampicano felici come i loro piloti e dopo il lago Karakul posto a circa 3700 metri slm e la sua bellissima conca dove si contano 16 ghiacciai,arriviamo a Tashkurgan enclave Tajica a circa 400 km da K.dove passiamo la notte e, complice la mancanza di illuminazione  ammiriamo per ore un cielo incredibilmente pieno di stelle che faceva da tetto a questa meravigliosa ed affascinante parte dell’Asia .
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Kirghizstan - Kazakistan - Uzbekistan - Turkmenistan
E’ arrivato il giorno previsto per l’uscita dalla Cina e dopo aver salutato le nostre guide (visibilmente emozionate) ai quasi 4000 metri del passo Torugart entriamo nella prima delle repubbliche dell’ex Urss formatisi nel 91 il Kirghizistan.Portiamo indietro gli orologi per la prima volta:in Cina per semplificare le cose hanno lo stesso fuso orario per cui quando a Pechino sono le sette di sera c’è il sole mentre a Kashgar è buio. Il Kirghizistan è un paese meraviglioso e pieno di bellezze naturali.Montagne,laghi, torrenti,pianure ad alta quota sconfinate,nomadi a cavallo,mandrie che pascolano senza confini,famiglie che vivono nelle affascinanti Yurte, scorrono ai lati di sterrati che fanno la gioia sia di chi guida,che dei nostri GS che si trovano nel loro ambiente naturale.Questa moto non finira’mai di stupirmi.Da questo paese la cui altitudine media è di circa 2700 mt.scendiamo in Kazakistan e da li entriamo finalmente in Uzbekistan obbligati a fare questa deviazione dal fatto che le frontiere tra K ed Uz sono chiuse a causa della fuga dal carcere di Andijan di circa 500 reclusi e delle sommosse popolari nella sempre ribelle valle di Fergana che avevano portato a presidiare militarmente la zona. Samarcanda,Bukhara e Khiva ci mostrano ancora una volta le loro bellezze architettoniche che anche se rifatte sono sempre notevoli e ci riportano ai tempi in cui le carovane sostavano in queste oasi.Il tempo che passa velocemente ci impedisce la visita al lago di Aral e quindi entriamo in Turkmenistan senza aver visto il disastro ambientale (è praticamente prosciugato)causato dall’aver deviato i fiumi per irrigare le zone destinate alla coltivazione di cotone .
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Il T.ci riserva parecchie sorprese e la traversata in notturna con sosta a Dervaza del deserto del Karakum con i crateri di gas che illuminavano la notte resta per noi un ricordo indelebile che viene sottolineato dall’accoglienza di Luigi,un italiano che gestisce un albergo ad Ashgabat che appena ci vede comincia ad affettare prosciutto crudo con schiacciata calda,fettuccine fatte a mano con ragù (ricoperte di parmigiano)tortelli allo speck , ravioloni spinaci e ricotta,tagliata di manzo con patate fritte e scaloppine al limone,formaggi e tiramisu’il tutto bevendo Gutturnio fresco e Chianti con grappe finali che ci fanno sentire a casa.Altro lato positivo il prezzo della benzina che è di circa 1 us$ per 55 litri. L’arrivo a Turkmenbashi e l’attesa del traghetto per attraversare il mar Caspio sono gli ultimi atti della presenza in questo paese pieno di contrasti e di ormai antiche ed inutili burocrazie. Dopo 14 ore di nave arriviamo a Baku in Arzebaijan paese dove facendo un buco per terra esce petrolio e siccome non basta forano anche il fondale marino. Le ricerche petrolifere sono il motivo principale del forte inquinamento del mare ed anche il nostro traghetto ha contribuito riversando per ore tutta la sentina evidentemente piena di olio o derivati in mare. Baku è una citta’affascinante,piena di palazzi meravigliosi,costruiti dai petrolieri nel 700,negozi modernissimi ed alberghi costosissimi e sembra scollegata con il resto del paese che è di un’arretratezza che mal si coniuga con la ricchezza che le centinaia di pozzi petroliferi farebbero supporre. La tappa seguente è nella bellissima Georgia,dove ci fermiamo a Tiblisi posta in colline che si fronteggiano alla cui base scorrono due fiumi che si incontrano creando un effetto veramente particolare,e dove siamo testimoni di una vita notturna all’occidentale ma al tempo stesso ricca di tradizioni dove gli attori principali sono ragazze incredibilmente belle.
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Turchia e Grecia
Il tempo corre velocissimo e non ci permette di fermarci in Turchia quanto vorremmo,in tre giorni dalla Georgia arriviamo in Grecia fermandoci solo per la notte, per i rifornimenti costosissimi visto che la benzina costa 2 $ al litro e da una simpatica compagine di poliziotti che aveva deciso di pagarsi la pensione con la multa che ci ha rifilato.
Appena passato il confine Georgiano,prendendo quasi per caso una scorciatoia per Erzurum siamo passati in una valle che si restringeva fino a formare una stretta gola (tipo i serrai di Sottoguda) dove ai bordi di un turbinoso torrente c’era un piccolo paesino formato da casupole di pietre.
Incuriositi dallo strano ed inusuale posizionamento di questo gruppo di case ci siamo fermati per capire e siamo stati accolti da un gruppo di persone che al contrario del solito,erano un po’ostili.
La scoperta che fossero dei cercatori d’oro che si erano insediati per comodita’ lungo il torrente,ci ha sorpreso però in maniera minore rispetto al fatto che usassero per il loro lavoro dei setacci fatti con il pelo di montone.L’illuminazione è stata violenta ed in un attimo siamo tornati sui banchi di scuola quando abbiamo studiato il mito di Giasone e degli Argonauti che erano andati alla ricerca del Vello d’Oro che era per l’appunto una pelle di montone e lo avevano fatto proprio in questa regione che anticamente si chiamava Colchide.Il mito si incrociava alla realtà che avevamo davanti agli occhi e l’emozione e’stata amplificata perche’ al nostro fianco c’erano le nostre altrettanto mitiche GS.
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L’attraversamento del Bosforo ed il passaggio dall’Asia all’Europa ci hanno fatto capire che ormai eravamo agli sgoccioli.Grecia,Macedonia,Serbia,Croazia e Slovenia ci hanno portato velocemente a Padova dove nel parcheggio della concessionaria BMW Ceccato c’erano ad aspettarci i nostri affetti ed i problemi della vita quotidiana.Il parziale del contachilometri è a circa 16.500 percorsi in 39 giorni che ci hanno riempito di ricordi,di sensazioni diverse per ognuno di noi,di incontri fatti, luoghi visitati, personaggi incredibili conosciuti, piccoli problemi superati insieme,il tutto non ringraziando mai abbastanza gli sponsor che a vario titolo ci hanno supportato e senza dei quali non avremmo potuto fare questo bellissimo viaggio.Speriamo che le nostre GS abbiano gradito il regalo di compleanno,noi sicuramente dovremo cercare qualche altra scusa o anniversario per la prossima uscita ma la fantasia e non ci manca.
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Diario di bordo

Pagina 1
Siamo ormai prossimi alla partenza del viaggio organizzato dai soci del mcbmwpd che li vedrà impegnati a ripercorrere una delle "Vie della Seta" da Pechino a Padova.
Il primo di agosto i nostri soci partiranno dalla famosa piazza Tien-An-Men di Pechino con sette R 80 G/S che scorteranno la GS 650 vinta con il concorso di BMW e Motociclismo nel 2004. La Via della Seta,percorsa da quasi 2000 anni,non può essere considerata nel 2005 un viaggio novità,(i nostri soci l'avevano comunque percorsa già nel 1997)rimane però un classico dei viaggi in moto e ci auguriamo sia ricco di soddisfazioni per i nostri amici che tra l'altro si incontreranno più o meno a metà strada con il gruppo capitanato da Michele Orlando che parte lo stesso giorno da Padova. Le moto,gia' in dogana all'aereoporto della Malpensa arriveranno a Pechino il 21 luglio mentre il primo gruppo,formato da Francesco Mazzaro decano del gruppo,Stefano Fagiuoli,Francesco Franco,Luciano Pol arriveranno il giorno 28 con il compito di sdoganare le moto anche del secondo gruppo formato da Albertino Pastorini,Andrea Grillo, Antonio Besteghi e Massimo Ometto,che li raggiungerà il 30 di luglio.
Le moto sono state modificate solo montando serbatoi più capienti (43 litri per il G/S 80 e 39 per il 650) ed un ammortizzatore posteriore più performante.Nel viaggio saranno collaudate le borse di alluminio studiate e messe a punto per l'occasione.La preparazione ed i ricambi per il viaggio sono stati forniti dalla concessionaria Ceccato che oltre ad essere la nostra sede sociale è sempre vicina alle attività dei soci del Club.
Per tutti c'e' l'opportunità di seguire il viaggio dei nostri amici nel sito in quanto continui aggiornamenti con foto e brevi resoconti saranno inseriti nel taccuino "informatico".......per accompagnarli da casa nei momenti più interessanti delle loro giornate "on the road".
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Pagina 2
Finalmente siamo partiti il primo agosto da Pechino citta' che assomiglia sempre di piu' a Las Vegas piena di Mercedes e BMW ecc. Mac Donald ecc.e molto lontana dall'idea che avevamo,dopo aver sdoganato e preparato le moto siamo andati a Badaling ,uno degli ingressi della Grande Muraglia dove nella piazzetta antistante siamo stati accolti da centinaia di persone incuriosite dall'evento per loro inusuale(ma anche per noi).Le foto si sono sprecate e per un po' ci e' sembrato di essere delle persone famose. Ci siamo arrampicati per un oretta su questa meraviglia che lascia a bocca aperta anche chi pensava di di non riuscire piu' a meravigliarsi.Siamo orgogliosi di essere qui con le nostre moto ma bisogna essere concentrati nella guida a causa del traffico un po' distratto nei confronti deille moto.
Adesso il viaggio continua per raggiungere XI'AN punto di partenza delle carovane che percorrevano le Vie della Seta.Qualche indicazione di prezzi in euro:benzina 40 cent.\lt pranzo da 1 a 4 euro Albergo circa 10 euro con parcheggio interno camera con bagno a|c e prima colazione Tra 3 giorni saremo a XI'An e ti inviero.. altre notizie e foto.Nel frattempo piazzeremo come da accordi gli adesivi del club ovunque (anche
nelle sale massaggi).
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Ecco nuove notizie. Alla data in cui vi scriviamo siamo a Lanzhou a circa 2000 km da Pechino,il nostro percorso prevedeva infatti di raggiungere XI'AN punto di partenza ed arrivo delle carovane della Via Della Seta dove siamo arrivati mercoledi' 3. Il giorno seguente abbiamo fatto i turisti e siamo andati a vedere tra l'altro il sito dove e' stato ritrovato l'ormai famosissimo esercito di terracotta che e' uno dei richiami turistici piu'conosciuti della Cina. Questo paese e' molto particolare e si vive un contrasto enorme tra il benessere ed il modo di vita di tipo occidentale visibile nelle citta' dove nelle strade del centro piene di palazzi avvenieristici e con centinaia di cantieri aperti scorrazzano Mercedes BMW HUMMER Toyota 100 ecc ecc e la campagna dove tutto sembra fermo ai secoli scorsi.
Le moto non sono presenti come ci si aspettava ed otto moto come le nostre non passano inosservate ed ovunque ci fermiamo siamo sermpre circondati dalla gente con cui ci si parla quasi a gesti perche' quasi nessuno sa l'inglese. La strada che da Pechino va a XI'AN e' a tratti una autostrada che taglia verso sud la pianura Cinese solo che non e' contemplato che possa venire usata dalle moto ed in un paio di occasioni la polizia ci ha fatto uscire. Il traffico e' molto pericoloso in quanto e' usanza guidare senza considerare gli altri e quindi sorpassi a destra,stop non rispettati,inversioni di marcia senza preavviso costituiscono la norma di guida locale.
Da XI'AN l'itinerario riprende verso nord ovest sempre su strada asfaltata o quasi,oggi abbiamo visto l'inizio del deserto dei Gobi , inizia adesso la parte piu "motociclistica" del viaggio.
Ecco il resoconto dei chilometri e le tappe percorse sino ad oggi:
31 luglio: Pechino Great Wall - km188
01 agosto: Pechino Shijazhuang - km 316
02 agosto: Luoyang - Km 517
03 agosto: XI'AN - km 391
04 agosto: Plyngjang - km 321
05 agosto: Lanzhou - km 329
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Con l'ingresso nel deserto di Gobi il viaggio ha preso un connotato piu' motociclistico.la strada asfaltata lascia spazio a lunghi tratti sterrati che uniti ad una ambientazione meravigliosa con le montagne innevate da una parte ed il deserto dall'altra rendono una cosa unica guidare le nostre GS. Piccole e grandi oasi ricche di fiori,alberi, coltivazioni ,case e contadini che vendono sulla strada meloni pesche uva ed angurie, si intervallano con centinaia di chilometri dove il deserto riprende i suoi aspetti piu' conosciuti. La strada e' frequentata da camion ed autobus che comunque non considerano le moto e quindi bisogna essere sempre concentrati nella guida.
Il problema e' dato dalla sabbia finissima che sollevata dai mezzi pesanti impedisce anche la minima visibilita' rendendo i sorpassi da cosiderare con attenzione e tratti di sterrato duro che si intervallano a tratti di quello che in Africa chiamiamo fech-fech molto insidioso soprattutto quando arriva inaspettato ed incrociando un camion. Le nostre moto dimostrano sempre la
loro natura e gli anni che passano ci confermano comunque l'efficenza dei GS.
La strada per lunghi tratti nel deserto costeggia quello che resta della grande muraglia rendendoci la memoria di quanto difficili e duri fossero i viaggi di coloro che hanno reso famosa la Via della Seta e facendoci pensare quanto facile sia per noi oggi ripercorrerla. Strada facendo abbiamo trovato in una citta' la statua di Marco Polo che qui chiamano Ma ko Bollo,visitato il Forte di Jayouguan bellissima costruzione che interrompeva la Grande Muraglia ma la cosa piu' bella che abbiamo visto sono le grotte di Mogao a Dunhuang una oasi sperduta nel deserto di Gobi dove l'isolamento ed il fatto di averle nascoste sigillandole ha salvato l'incredibile patrimonio presente all'interno di cui per adesso, non si sono ancora impossessati tv e giornali.
Ecco il resoconto dei chilometri e le tappe percorse sino ad oggi :
07 agosto: Lanzhou Wuwei - km 290
08 agosto: Zhangye - km 250
09 agosto: Yumen - km 390
10 agosto: Dunhuang - km 340
11 agosto: Dunhuang - km 0
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Siamo arrivati oggi a Kashgar e domani mattina partiamo per il passo Kunjerab al confine con il Pakistan da dove torneremo dopodomani. Ecco le note relative all'ultimo pezzo del tragitto per continuare ad aggiornare il diario del nostro viaggio.
Lasciate le meravigliose grotte di MOGAO riprendiamo il viaggio per raggiungere TURPAN.Questo tratto di circa 800 km scorre veloce attraversando una parte del deserto di GOBI. Il panorama e' a dir poco entusiasmante e mentre percorriamo dei rettilinei di 20 30 60 chilometri di interminabili saliscendi, in lontananza si stagliano montagne innevate che fanno da contorno al deserto che cambia continuamente passando da tratti sabbiosi a tratti collinari di pietra nera,che poi diventa rossa per ritornare a sterminati tratti di sabbia finissima che si infiltra ovunque. Gruppi di cammelli passano vicino alla strada guardandoci del tutto indifferenti mentre i camion carichi a dismisura arrancano nelle salite rilasciando fumate nere che si stagliano nitide nel blu del cielo.Penso che questa sia la quintessenza di ogni viaggio. TURPAN e' una oasi famosa per i suoi vigneti, per il caldo e soprattutto per i KASAR o KAR che sono dei canali scavati a mano che portano l'acqua dalle montagne fino a qusta oasi che non esisterebbe senza di essi. Progettati dai Persiani,lunghi da 10 a 40 km e profondi fino a 400 metri con uno sviluppo di circa 5000 km,scavati ripeto a mano portano l'acqua di fusione dalle montagne del TIANSHAN. L'oasi e' ricchissima di vigne usate anche come portici verande e quant'altro serva a fare ombra,molto gradevole quando si raggiungono le temperature di 50 gradi molto frequenti in questa depressione. La popolazione e di maggioranza Turcofona e la voglia di divertirsi e di fare tardi la differenzia di molto dalla gente che avevamo incontrato finora. Da Turpan partiamo alla volta di HOTAN per raggiungere la quale dobbiamo attraversare il deserto del TAKLIMAKAN. Questa strada e' stata costruita nel 1999 e per impedire alla sabbia del deserto di invadere la sede stradale hanno realizzato un sistema di irrigazione lungo circa 540 km progettato in maniera tale che per una larghezza di 50 metri per parte venga distribuita acqua alle piante (che dovrebbero fermare la sabbia portata dal vento)Ogni 5 km c'e' una abitazione dove vivono due o tre persone che ad orari prestabiliti avviano un gruppo elettrogeno che fa partire una pompa che a sua volta alimenta cinque km di tubazioni di plastica tipo ala gocciolante!!!! Raggiunta HOTAN ci sembra di essere nella Turchia di 30 anni fa. il Bazar e' bello ed originale ed e' rilassante passeggiare gustando succulenti panzerotti di agnello e cipolla o una pesca dai sapori per noi ormai dimenticati.

LE MOTO. In questa parte della Cina finalmente si vedono molte moto,per la maggior parte sono 4 tempi 125 o 150 cc in cui vanno da tre a cinque persone>Queste moto tipo Honda costano da 300 a 600 euro mentre scooter e moto piu' rifinite costano fino a 800 euro.Moltissimi gli scooter elettrici che costano da 250 euro in su mentre le bici elettriche costano circa 150 200 euro. Ci sono anche grosse bicilindriche tipo BMW usate per la maggioranza dalla polizia (XINGJANG).Comunque in questo paese la moto e' ancora una novita' e dovunque ci fermiamo veniamo "circondati" da gruppi di curiosi. Per adesso (..............) le nostre si comportano come sempre cioe' bene.
Ecco il resoconto dei chilometri e le tappe percorse sino ad oggi :
12 agosto: Dunhuang > Turpan - km 810
08 agosto: Turpan - km 0
09 agosto: Turpan > Lunthai - km 565
10 agosto: Lunthai > Hotan - km 887 reali, effettivi 950 per aver fatto qualche "divagazione".
11 agosto: Hotan - km 0
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Kashgar.
Quello che oggi e' una citta'famosa soprattutto per il mercato domenicale, una volta era un punto cruciale della Via della Seta.Tutte le carovane che partivano od arrivavano scegliendo itinerari diversi comunque dovevano passare per questa cittadina posta ai margini del deserto del Taklimakan e circondata dalle catene montuose del Kirghizistan a nord ed a ovest mentre a sud c'era la presenza di una catena di montagne apparentemente invalicabili: il Karakorum che divideva il Turkestan cinese da quello che sarebbe diventato il Pakistan.
In tempi piu' recenti questi territori furono lo scenario di quello che fu chiamato il "Grande Gioco" caratterizzato da una competizione tra spie occidentali per aumentare l'influenza politica in questa zona considerata molto importante soprattutto da Russia e Gran Bretagna.Questa rivalita'e'stata romanzata e resa famosa da molti libri e da molti autori,uno fra tutti R.Kipling figlio del responsabile della biblioteca inglese di Lahore.
Kashgar e' stata punto di appoggio anche per quegli esploratori che in occidente sono famosi in maniera positiva mentre nella Cina odierna sono considerati alla stregua di ladri per aver depredato i siti archeologici piu' importanti in questo paese da Aurel Stein ad Albert Von Le Coq da Sven Hedin all'americano Warner e tanti altri presenti in fotografia nei vari siti come se fossero dei ricercati. Kashgar dal 1986 e' diventata il capolinea insieme ad Islamabad della cosiddetta Karakorum Highway una strada spettacolare che unisce Pakistan e Cina attraverso valli meravigliose circondate da decine di montagne superiori ai settemila metri, ghiacciai di 20 30 60 km che arrivano fino al bordo della strada, gole strettissime con torrenti che scaricano con violenza inaudita acqua, sassi e fango con un rombo impressionante. Questa strada di circa 1000 km e'costata a chi l'ha costruita quasi un morto al chilometro ed ha il suo culmine nei circa 4700 metri del passo Kunjerab. Questa regione e' caratterizzata da una maggioranza turcofona che si evidenzia fortemente da cio'che noi cosideriamo cinese. Sembra infatti di essere nella Turchia dell'est di 20 o 30 anni fa. Le minoranze Uygure e Tajike che poi minoranze non sono hanno costretto piu' volte il governo centrale a far intervenire l'esercito anche in maniera pesante (1997). Logicamente tra pensare di stare a riposarci in questa bella citta' o di andare al Passo Kunjerab abbiamo deciso di partire subito ed il giorno dopo il nostro arrivo a Kashgar con una giornata di sole meravigliosa ci siamo diretti verso questo muro di montagne che sembrava da lontano inacessibile. La scarsita' di piogge dei giorni precedenti ci ha favorito nei circa 300 km quasi tutti sterrati evitando le abituali frane e smottamenti che costringono a volte la chiusura della strada anche per giorni. Unica e' la bellezza del panorama nella breve sosta al Lago Kara Kul a circa 3700 metri di altitudine (in turco Kara significa Nero) con il Muztagh Ata mt.7546 ed il Kongur mt.7719 a fare da sentinella ai circa 20 ghiacciai che circondano il lago che invece sta diventando una trappola per turisti.
Abbiamo ripreso la strada per Tashkurgan che passa a meno di 10 km dal confine del Tajikistan. Questo paese posto in una conca a 3000 metri di altezza e' una enclave Tajika dove sono presenti in maniera ancora piu'evidente le differenze sociali,culturali e di costume con quello che ripeto noi pensiamo sia Cina. La strada dal punto di vista motociclistico e' quanto di piu'bello si possa desiderare.Lo sterrato varia di tipologia continuamente permettendo visto lo scarso traffico di godere continuamente per i panorami mozzafiato. Le moto ed i loro piloti si arrampicano con onore e la sera dopo una passeggiata per l'unica via del paese Francesco e Stefano dopo che ci siamo imposssessati di un piccolo ristorante si prodigano in cucina per non farci sentire troppo la lontananza dall'Italia. Il ritorno a Kashgar e' foriero anche della nostra uscita dalla Cina che avverra' lunedi 22 dopo aver fatto un po' di manutenzione alle moto e visitato cio' per cui oggi e' famosa questa citta'.
Curiosita'.

In tutti gli Hotel c'e'una sala massaggi dove e'evidente che il massaggio non e' l'unica prestazione data e richiesta. Anche i barbieri sono dotati di questa estensione di pratica e le loro botteghe sono casualmente fornite di ragazze e relativa/e camere. Per fortuna che noi siamo quasi tutti in ottima forma, senza capelli e ci facciamo la barba da soli cosi' non dobbiamo andare in tentazione . Una curiosita' evidente e' che in Cina si utilizza solo un fuso orario quindi quando a Pechino sono le otto do sera e' buio o quasi a Kashgar c'e' luce fino alle 10 di sera.
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Percorsi fino a Kashgar circa 7000 km usciamo dalla Cina attraverso il Passo Torugart (mt.3752) le nostre guide ci lasciano un po'emozionate,nei 24 giorni passati insieme si e'instaurato un rapporto che andava oltre al solito impegno di lavoro ed averli trascorsi con otto motociclisti per loro e' stata una novita' che li ha coinvolti maggiormente.
Il tragitto tra Kashgar e Naryn (primo paese del Kirghizistan) e' caratterizzato da circa 400 km di sterrato che dopo aver superato il passo ci apre alla vista le meraviglie di questo paese. Pianure sconfinate dove pascolano bellissimi cavalli,mucche pecore e dove vivono nelle loro yurte famiglie di mandriani che al nostro passare ci salutano come colleghi.
Una deviazione per una valle stupenda dove vediamo tra le altre anche una mandria di piccoli Yak ci porta al caravanserraglio di Tash Rabat uno dei pochi conservati perfettamente.
In questa valle c'e'la possibilita'di stare nelle yurte dei nomadi che oltre al pernottamento colazione ecc.danno anche la possibilita'di andare con i loro cavalli. Purtroppo si sta facendo buio e dobbiamo ancora fare un centinaio di km.per raggiungere Naryn  e dobbiamo a malincuore andarcene da questo piccolo paradiso.
Il Kirghizistan e'una delle 5 repubbliche centroasiatiche costituitesi nel 1991 dopo il crollo dell'URSS ed e' caratterizzata dal fatto di avere una altitudine media di circa 2700 metri. Ovunque vada lo sguardo ci sono bellissime montagne, torrenti, laghi che fanno di questo stato un paradiso per chi ama la natura. Era considerato ai tempi della presenza dei Russi un posto di villeggiatura con il Lago Yssik Kul come punto focale. Questo lago, il cui nome significa lago caldo, e' lungo circa 170 km largo fino a 70 km e fondo anche 700 metri,e'un luogo meraviglioso in quanto ti permette di fare il bagno e prendere il sole in spiagge di sabbia all'altitudine di 1600 metri e contemporaneamente guardare le montagne che lo circondano che arrivano anche ad oltre 7000 metri di altitudine. Questo lago ha favorito la presenza di ecosistemi unici in tutto il mondo e ci sono molti progetti per creare zone protette e parchi naturali. La gente vive di agricoltura e allevamento e fra gli Stati attraversati pur essendo il piu'bello e'sicuramente quello piu' penalizzato economicamente. Il nostro viaggio continua attraverso il Kazakistan e l"Uzbekistan. I disordini di tre mesi fa nella Valle di Fergana ed a Andijan ci impediscono di attraversare qiuesti luoghi e siamo costretti alla deviazione per Taraz (Kazakistan). Ci fermiamo nella capitale Uzbeka di Tashkent dove ci rilasciano subito il visto mancante per il Turkmenistan e dove troviamo Michele Orlando e C. che stanno facendo in senso inverso il nostro viaggio. Ci salutiamo dopo aver cenato insieme e ci rivedremo al nostro ritorno Le tappe seguenti Samarcanda-Bukhara-Khiva oltre ad evocare l'epopea della Via della Seta sono testimonianze uniche di quanto di bello possa creare l'uomo.
Dal Registan di Samarcanda al minareto di Kalon,la Labi Hauz ecc.di Bukhara fino alla meravigliosa cittadella di Khiva c'e'un progressivo e continuo stato di meraviglia ed ammirazione resi amplificati dal fatto di esserci con le nostre GS. L'Uzbekistan sta soffrendo piu'degli altri stati la situazione politica internazionale. Dall'undici settembre agli attentati di Londra ed ultimamente i disordini di Andijan, hanno portato ad un crollo del turismo che dovrebbe rappresentare per questo paese una importante voce di bilancio. Tutti i luoghi visitati sono sicuri e l'ospitalita' della gente unita alla bellezza unica dei siti  ci permettono di invitare tutti a venire in questo paese.
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Uzbekistan-Turkmenistan
La partenza da Khiva verso la frontiera Turkmena non ci impedisce di fare delle considerazioni sullo stato di questo sito in particolare ma anche di Bukhara e Samarcanda che appaiono belli ed affascinanti se non si considerasse il fatto che sono stati rifatti recentemente. Sino dai tempi di Gengis Khan fino all'esercito dell'armata rossa tutto o quasi veniva distrutto ed anche se i russi hanno iniziato l'opera di ricostruzione il grosso dei lavori e'stato compiuto negli anni 90. L'esempio piu'evidente e'sicuramente Khiva.Passeggiando di sera si rimane a bocca aperta per la bellezza ed il fascino di questa cittadella che ad ogni angolo presenta minareti,moschee e viottoli che sembrano estrapolati dalle mille ed una notte . Ricostruita grazie all'Unesco "conforme all'originale"perde di giorno un po'di fascino perche'quelle che una volta erano abitazioni o laboratori e quindi costituivano una citta' "vera" oggi sono soprattutto negozi che vendono tutti gli stessi articoli. Puo' sembrare una ricostruzione quasi coreografica da film oppure se non si fanno considerazioni di questo genere puo' solo essere bellissima. La dogana Turkmena ci sta aspettando con i suoi tentacoli che si avvinghiano soprattutto sul nostro portafogli. A parte il costo del visto (51 $) bisogna pagare 10 $ come tassa personale ed 81 $ per la moto come tassa per compensare il transito di un mezzo sul suolo di questo paese.Parzialmente il tutto viene compensato dal fatto che la benzina costa 1 $ per 55 litri. Dopo aver visitato velocemente Konya Urgench (sito non ricostruito) partiamo all'imbrunire per Dervaza che si trova al centro del deserto del Karakum.Viaggiare di notte e' meraviglioso per l'assenza quasi totale di traffico e per il cielo stellato che in assenza di luci di citta'si mostra nella sua intera bellezza evidenziando come non mai la via Lattea ,le costellazioni,in una costante pioggia di stelle cadenti.Dervaza e' un piccolo agglomerato di Yurte e piccole costruzioni adibite a ristorantini e punti si sosta per chi attraversa il deserto.Qui ci fermiamo per passare la notte stesi sui tappeti ad ammirare lo spettacolo che avevamo sopra di noi. Il giorno dopo attraversato quello che restava del Karakum arriviamo ad Asghabat capitale dello stato dove casualmente finiamo in un albergo gestito da un italiano che appena ci vede comincia ad affettare prosciutto crudo con la schiaccaita appena fatta,poi tagiatelle fatte a mano con il ragu',ravioli con il burro fuso,tortelli con lo speck,filetto con verdure,pollo al limone gelato e tiramisu' il tutto naturalmente innaffiato da Gutturnio fresco, Chianti e grappa nostrani.che emozione dopo un mese di............ Ripartiamo per Turkmenbashi porto sul mar Caspio dove dopo qualche peripezia prendiamo un traghetto per Baku (alle tre di mattina) capitale dell'Arzebaijan. Questo paese famoso fino dal 700 per avere il petrolio praticamente affiorante e'caratterizzato dalla vista di decine di pozzi sia sul mare che a terra che farebbero pensare ad un benessere molto diverso di quello che si percepisce.Al di fuori di Baku citta'bellissima moderna e ricca con negozi da Rodeo Drive e palazzi meravigliosi,la popolazione delle campagne sembra di un paese che vive indietro di 50 anni. Da Baku a Tiblisi capitale della Georgia le sorprese non sono finite.La Georgia e' bellissima.Colline e boschi si alternano in una campagna ricca ma Tiblisi e'veramente affascinante posta alla confluenza di due fiumi costruita tutta in colline che si fronteggiano l'un l'altra.La sera c'e' molta vita ed i locali sono affollati soprattutto di ragazze incredibilmente belle. Stiamo per entrare in Turchia,abbiamo percorso finora circa 12000 km il che significa che del nostro viaggio sta iniziando la fase finale. Le nostre gs finora sono andate benissimo come al solito,un po' di olio,qualche bullone qualche foratura ma niente di grave .Purtroppo in Turchia ci aspetta la sorpresa che la benzina costa 2 $ al litro provoca dei dolori quando si fa il pieno.
30\8 Khiva - Darvaza km.492
31\8 DAshgabat km.284
019 ATurkmenbashi km.590
029 Turkmenbashi
039 TBaku
04|09 BakuTiblisi km.562
059 TErzurum km.565
I traghetti del Caspio
Prendere un traghetto per attraversare il Mar Caspio non e' cosa semplice come si potrebbe supporre:
1)non ci sono orari,ci potrebbero essere 2 0 3 traghetti al giorno come nessuno.
2)a causa di incidenti recenti non fanno salire piu' di 11 (undici)viaggiatori nel caso il traghetto abbia a bordo treni di petrolio e 40 se non ci sono questi treni.
3)con un mezzo proprio si sale solo a discrezione se comandante......
4)per avere il biglietto bisogna che il comandante sia consenziente........
5)per partire bisogna fare dogana,la qual cosa comprende:restituire i documenti avuti in ingresso e pagare per la loro ricevuta,fare i biglietti per le persone,fare i biglietti per le moto,pagare i supplementi e per ogni ricevuta,pagare due dollari.Alla fine dopo il controllo doganale sui bagagli ci si puo'imbarcare non dimenticando i viveri in quanto sulla nave non essendoci che pochi passeggeri non c'e' servizio di ristorazione.Da ultimo non bisogna dimenticare che nel caso si voglia una cabina bisogna pagare a bordo.Logicamente per entrare con le moto bisogna pagare anche la discrezione ed il consenso del comandante e di qualche funzionario del porto.
La 124
La 124 e'stato un modello della Fiat degli anni 60 che ha avuto un enorme successo quando dismessa dalle catene di montaggio torinesi e'stata prodotta in Russia,India e Sud America diventando se non sbaglio la vettura piu'prodotta al mondo. Quando avevo 10 anni con mio padre con cui d'estate facevamo dei viaggi da soli, siamo andati con questa macchina ad Istanbul e prima di arrivare in questa citta' una volta c'era solo una strada costiera sconnessa e polverosa che pero' aveva per gli occhi di ragazzino un fascino incredile. All'improvviso ho visto comparire un motociclista con una Guzzi che mi ha sorriso alzando il pollice verso l'alto.Da quel momento penso che si siano incontrate la passione per la moto che gia' c'era, e quella per questo tipo di viaggi.Nei paesi attraversati ci sono ancora moltissime 124 ma quando ne ho vista una bianca come quella che aveva mio padre mi e' venuto un colpo e pur sapendo che il passato non ritorna in quel momento avrei dato tutte le mie gs,le altre moto i serbatoi maggiorati le forcelle le borse e tutto quel poco che ho per essere ancora solo per cinque minuti con mio padre in quella strada polverosa che va ad Istambul nella "nostra" 124.
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Turchia-Grecia-Macedonia-Serbia-Croazia-Slovenia-Italia.
L'ingresso in Turchia da' la sensazione di essere tornati a casa. La bellezza dei luoghi la simpatia e l'ospitalita'della gente sottolineano il fascino di questo paese per cui ogni volta che facciamo dogana per entrarci, lo facciamo con il sorriso in bocca. Il nevischio che cade sulle montagne, la benzina a 2 dollari e la temperatura di un grado ad Erzurum fanno appannare il sorriso che sparisce del tutto quando 4 poliziotti ci vogliono verbalizzare 145 usd di multa a testa. Da buoni Italiani contrattiamo a lungo anche ricordando che fra le usanze locali c'e' quella della mancia sostitutiva alla multa. Alla fine vista la nostra capacita'di convincimento ci verbalizzano 145 usd. che pagheremo in dogana all'uscita del paese. Purtroppo il tempo stringe e non possiamo fermarci a vedere i luoghi per cui questo Paese e'famoso ed in tre giorni da Tiblisi arriviamo in Grecia. E'stato sicuramente emozionante passare sul ponte del Bosforo che divide l'Asia dall'Europa. In quel punto il viaggio si poteva considerare idealmente finito. Il gruppo gia'diviso a Baku si divide ulteriormente a Salonicco dove una parte va ad Igoumenitsa per prendere il traghetto mentre un'altra parte si dirige verso l'Italia attraversando la Macedonia-Serbia-Croazia-Slovenia. La gioia e la soddisfazione si sono condensate nell'attraversamento del confine Italiano .Dopo 39 giorni di viaggio oltre 16.000 km percorsi nelle piu'diverse condizioni climatiche e di fondo stradale ,dopo aver conosciuto
tantissime persone e visto posti meravigliosi superando insieme i piccoli problemi che naturalmente si presentano,con un bagaglio di ricordi ancora da riordinare siamo arrivati nel parcheggio di Ceccato dove gli amici ci stavano aspettando insieme agli affetti ed ai problemi della nostra vita quotidiana.
Il traggitto percorso nella settimana :
05/09 Erzurum Ankara Km.887
06/09 Ankara Kavala km.911
07/09 Kavala Salonicco Nis km.958
08/09 Nis Belgrado Padova km.1050

I cercatori d'oro.
In Turchia,dopo il confine Georgiano,nelle bellissime montagne di questa regione c'e' una valle che si restringe fino a formare una stretta gola dove scorre un torrente turbinoso. In questo punto c'e' un villaggio formato da casupole di fango e pietre ed alcune di queste abitazioni sono addirittura sul torrente. Gli abitanti sembrano usciti da un film sull'era della pietra ed al contrario del solito si dimostrano ostici ed infastiditi dalla nostra presenza. Incuriositi dal loro comportamento li vediamo intenti in quello che si puo' considerare uno scoop giornalistico.Erano cercatori d'oro anche se il modo in cui vivevano faceva supporre che ne avevano trovato ben poco.Fin qui comunque la cosa
poteva considerarsi normale.Lo straordinario era che usavano delle specie di setacci fatti con pelle di montone. La qual cosa ci ha emozionato e sbalordito e ci ha riportato sui banchi di scuola. Infatti,la zona dove si trova questo villaggio e' ai margini di quella che anticamente era chiamata Colchide dove Giasone con i suoi Argonauti era andato alla ricerca del Vello D'Oro (che era per l'appunto una pelle di montone). Ritrovare un collegamento diretto con la mitologia nel 2005 e' stato uno scossone che ci ha riempito di meraviglia e stupore.In quella stretta gola realta' e mito si sono incontrati anche grazie al fatto che eravamo li con le nostre altrettanto mitiche GS.
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Il Ritorno
Per festeggiare il 25°anniversario della nascita del nostro amato GS abbiamo pensato di organizzare un viaggio all'altezza della fama acquisita da questo modello. Certamente la programmazione non è stata semplice, i pensieri, le preoccupazioni ed i problemi da risolvere sono stati molti.La ricerca degli sponsor senza dei quali non saremmo mai riusciti a realizzare questa avventura ha coinvolto anche persone esterne al gruppo a cui va la nostra riconoscenza, fra tutte Silvia, ragazza piena di energia positiva e Giovanna grintosa e determinata amica che a Roma è riuscita,tra le altre cose,a farci avere dei visti anche da una ambasciata che ufficialmente non li rilasciava. Partire da Pechino per fare quasi 17.000 km in otto e pensare che non sarebbe successo alcun incidente o che non avremmo avuto problemi meccanici sembrava il massimo dell'ottimismo ed invece ringraziando chi di
dovere non è successo alcun incidente e non ci sono state rotture meccaniche cosi' gravi che abbiano impedito l'utilizzo della moto ( o del pilota ). Le poche modifiche apportate alle moto sono state le molle maggiorate per la forcella,l'ammortizzatore posteriore della Bitubo il filtro kn ed il montaggio del serbatoio maggiorato.Per il 650 per aumentare l'autonomia è stato acquistato un kit di una famosa ditta tedesca che sembra un prototipo piu'che un prodotto da vendita ed ha comportato modifiche non previste ed onerose. Il consumo limitatissimo di questa moto la sua affidabilita'anche se di maneggevolezza inferiore e di peso superiore al bicilindrico la rendono l'erede piu' vicina al GS 80 dei grossi 1100 1150 ecc. La straordinaria efficenza del GS 80 è stata ancora una volta sottolineata dal risultato positivo del viaggio. Complessivamente sono stati percorsi quasi 120.000 km senza problemi meccanici rilevanti a parte qualche allentamento di dadi e bulloni,un paio di cavi rotti e qualche foratura . Il nostro Antonio trasformatosi per l'occasione in meccanico sotto lo pseudonimo tedesco di Von Mahle ha magistralmente regolato le valvole di qualche moto e sistemato tutti i piccoli problemi che si sono presentati.Francesco ha tenuto la cassa comune e se al ritorno dal Tibet siè comprato il 1150 questa volta si comporera'un appartamento. Devo ringraziare tutti,sponsor,amici che ci hanno sostenuto in vari modi,i colleghi di lavoro che ci hanno sostituito piu'del previsto e soprattutto i miei compagni di viaggio che hanno partecipato ognuno con le proprie capacita',attitudini sapendo anche gestire l'attimo di nervosismo o la piccola incomprensione con maturita' rendendo completo il successo del viaggio. Per me è un'altra meravigliosa esperienza che si somma alle altre senza che si riesca a spegnere questa voglia di viaggiare in moto e senza smettere di sognare altre mete con la speranza di avere sempre al mio fianco sia nuovi amici,che danno nuovi stimoli e ti aiutano ad avere nuovi punti di vista ma anche il gruppo dei "vecioti" di cui ho il privilegio di essere amico e con cui andiamo in moto e non solo da quando avevamo 16 anni. Un ringraziamento speciale ad Andrea Sinigaglia che ha curato il sito per tutto il viaggio ed a Mario Caccia di Rai Radio 2 che ci ha seguito attraverso la sua trasmissione "Aria Condizionata".

L'ultimo pensiero è per la moto che ci accompagna da venticinque anni.
Caro GS grazie di tutto,buon compleanno ed alla prossima!!!!

Un saluto da tutto il gruppo:
Albertino Andrea Antonio Checco Stefano Massimo Francesco Luciano
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Notizie e Curiosità
Di seguito è possibile leggere alcuni dettagli informativi e curiosi sul viaggio, utili per coloro che volessero intraprendere un viaggio lungo i percorsi che compongono il Silk Road 2005.
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Notizie sul viaggio
Le nostre moto
Le uniche modifiche apportate alle nostre sempreverdi R80g/s sono limitate al serbatoio maggiorato,le molle rinforzate per la forcella,le pedane piu’larghe,il tubo del freno anteriore in treccia d’alluminio,il filtro dell’aria kn e l’ammortizzatore Bitubo che permette alla moto di sopportare il peso sempre crescente del pilota.
Per la 650 GS le modifiche hanno riguardato il serbatoio maggiorato a 39 litri,il filtro dell’aria kn,la sostituzione della marmitta catalitica (pesante ed inutile dove non c’è la benzina verde) e lo smontaggio di tutto quello che non serviva per diminuire il peso visto che era più facile far calare 10 kg alla moto che al pilota. Per quanto riguarda la 650 è più pesante,meno maneggevole,con meno coppia ai bassi,di piu’difficile accessibilità per le manutenzioni meccaniche dell’R 80 ma è secondo noi è la bmw che le assomiglia di piu’.
Il suo modestissimo consumo,sempre oltre ai 20 con punte di quasi 30 km/lt , la sua affidabilita’ la frenata sempre sicura e l’equilibrio a pieno carico la rendono una moto perfetta per viaggiare.
Peccato che non abbia il cardano!
L’R 80 G/S non finisce mai di stupire:peso limitato,coppia bassa,facilita’ di manutenzione,il cardano l’ottima capacita’ di carico e soprattutto la sua inarrivabile maneggevolezza la portano ad essere a 25 anni dalla nascita una delle migliori moto per questo tipo di viaggi.
Le loro moto
In Cina le moto sono per la maggior parte piccole ed economiche monocilindriche 4 tempi tipo Honda ed un bicilindrico di grossa cilindrata(Xingjang) usato perlopiu’dalla polizia,abbiamo visto qualche moto giapponese ma solo nelle grandi citta’dove invece le auto di grossa cilindrata dalla Mercedes SEC 6000 all’Hummer rendono l’idea di come la bicicletta voglia essere dimenticata.
Negli altri paesi,a parte Ural e Dniepr ci sono moto a due tempi di 250cc.Comunque viene sempre preferita la macchina e la moto rappresenta solo un sostituto economico.
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La Cina
La Cina sorprende chi viaggia soprattutto per l’estrema economicita’:a parte la benzina circa 40 cent di €/lt, una cena (od un pranzo) con 6/7 portate ed un paio di birre costa da 1 a 2 $, un albergo a tre stelle costa da 20 a 30 $ per camera.Spinti dalla curiosita’ siamo andati a vedere cosa costano oggetti di normale utilizzo tipo i cd 1 $,le bici da 8 a 25 $,una lavatrice media 40$ un frigo 70$ Le moto sono 125/150 4 tempi tipo Honda ed il loro prezzo varia da 300 a 700 $ mentre gli scooter arrivano ad 800 $ Moltissimi gli scooter e le bici elettrici con prezzi che vanno da 250 a 800 $. Molto costosi sono invece gli accessi ai siti,musei ecc.che arrivano a costare anche piu’ di 10 $ Un’altra cosa che sorprende è l’incredibile inquinamento che ha portato questo paese ad avere 8 delle 10 citta’ piu’inquinate del mondo.Nelle citta’ le centrali elettriche sono a volte quasi in centro e vanno tutte a carbone rendendo impossibile il fatto di vedere il sole anche per giorni. Il nuovo corso della Cina è visibile anche nel rispetto almeno formale delle religioni che si estrinseca nel rifacimento dei templi siano essi Buddisti o Taoisti ed in un apparente rispetto delle minoranze con la costituzione di regioni autonome dove di molto è stata limitata la presenza militare.Viene il fondato sospetto che sia una manovra politica da una parte per far vedere agli stranieri che c’è il rispetto per la religione dall’altra per sviluppare il turismo che è un grosso introito per il governo anche se l’iniziativa commerciale è incentivata a tutti i livelli. La grande ipocrisia è quella dei governi occidentali (ed anche nostra)che sorvolano sulla mancanza del rispetto dei diritti umani per paura di inimicarsi il piu’grande mercato del mondo. In Cina si provano emozioni diverse riguardo gli abitanti,ma la considerazione comune a tutti noi è stata che dopo il deserto dei Gobi ci sembrava di essere nella Turchia di trenta anni fa e non in Cina. Caratteristiche somatiche usi costumi e modo di parametrarsi ci ricordano che questa regione (ex Turkestan ) è stata “acquisita”dai Cinesi ma è da loro molto lontana . Per entrare in questo paese con un mezzo proprio continuano ad esserci regole molto limitative ed onerose economicamente,che vanno dal pianificare il viaggio con grande anticipo concordandone il tragitto,all’obbligo di avere una guida.Tutte le operazioni sono svolte da una agenzia turistica che funge da intermediario con gli uffici statali preposti al rilascio dei permessi.Targa,patente e libretto cinesi vengono consegnati all’arrivo e volendo la targa può alla fine del viaggio essere consegnata come ricordo con 150$.
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Le comunicazioni
Una rete telefonica sviluppatissima permette di telefonare a casa da qualsiasi paese attraversato con il normale cellulare che ormai tutti abbiamo in dotazione. In Cina si possono comprare schede telefoniche che rendono economica la chiamata in Italia, altrimenti il costo è di circa 2 euro al minuto.I paesi piu’costosi sono Uzbekistan e Turkmenistan dove si sfiorano i 7 euro al minuto.Se invece le chiamate arrivano dall’Italia bisogna stare attenti al Roaming.In Cina sono presenti in grandissima quantita’ internet point  dal costo irrisorio,mentre negli altri paesi si trovano con piu’difficolta’.
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I fuoristradisti del Karakum
Nell’attraversamento del deserto del Karakum ,da Konya Urgench ad Ashgabat ci sono dei paesini dove si puo’fare rifornimento di benzina non nei distributori ma dal salumiere visto che la stessa è fornita in bottiglie.Al di fuori della strada asfaltata i paesi si raggiungono su piste di sabbia dove il mezzo piu’usato oltre il cammello sono monocilindrici stradali da 125 o 250cc.a due tempi con gomme praticamente lisce Queste moto sono guidate da ragazzini abilissimi che oltre ad uno o due passeggeri a volte sul serbatoio portano il cane o un fratellino.Vederli guidare sulla sabbia è un divertimento e la loro abilita’ è cosi’elevata che potrebbe fare arrossire la maggioranza dei piloti che affollano il porto di Genova diretti in Africa con mezzi superpreparati.Veloci e funambolici sono anche simpatici ma selettivi e se non fai almeno una impennata degna di questo nome ti considerano uno zero.
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I traghetti del Mar Caspio
Per non percorrere per l’ennesima volta la strada che porta in Turchia dall’Iran avevamo deciso di attraversare il Caspio ed arrivare in Arzebaijan.
Il porto del Turkmenistan dove prendere il traghetto è Turkmenbashi (Krasnovodsk) luogo di quasi villeggiatura .Le informazioni sono un po’ vaghe nel senso che ci potrebbero essere tre traghetti al giorno come nessuno.Quel giorno ovviamente nessuno sapeva se fossero previsti arrivi.
Ne abbiamo approfittato per fare la spesa in quanto a bordo non c’e’servizio ristorante ed al mercato abbiamo comprato tutto quello che ci serviva compreso il caviale fresco (che costava meno di 10 dollari l’etto)Tagliando corto sulle peripezie trascorse per imbarcarci,possiamo riassumere le operazioni in poche righe
Essendo i traghetti carichi di vagoni di petrolio non possono salire piu’ di 11 passeggeri (40 se la nave non trasporta petrolio)per evitare richieste di rimborsi in caso di incidenti
1)non ci sono orari e prezzi,
2)non si vendono biglietti senza il benestare del comandante della nave(quindi dopo il suo arrivo)
3)non si fa dogana senza avere i biglietti
4)il comandante della nave (quando arriva) è un attore che si fa convincere dopo una non breve contrattazione e non solo a parole.
5)l’acquisto del biglietto da il via ad una serie di operazioni doganali da fare singolarmente in uffici diversi
6)bisogna restituire i documenti fatti nella dogana di ingresso pagando una tassa
7)bisogna pagare per ogni tappeto comprato una tassa
8)bisogna fare in separata sede il biglietto per la moto ed essendone vietato il trasporto bisogna convincere,oltre al comandante,parte dell’equipaggio e degli operatori doganali anch’essi non solo a parole, per farle imbarcare
9)Ogni operazione viene pagata singolarmente e per ogni ricevuta bisogna pagare 2 dollari.
10)se si vuole anche la cabina bisogna pagare a bordo.Calcolando che siamo in 11 su un traghetto con decine di cabine almeno non bisogna prenotare.
Alla fine con tutte le carte in regola bisogna smontare tutto il bagaglio per i controlli doganali ed imbarcare finalmente le moto logicamente pagando i marinai per “tenerle d’occhio”.

Se decidete di passare da quelle parti andateci con un commercialista,molta calma ed un bel po’ di contanti.Le operazioni iniziate verso le 20.30 sono terminate con l’imbarco verso le tre di mattina.
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Le ragazze
Tutta la Via della Seta ha un comune denominatore:chi vuole compagnia la ottiene facilmente.
In Cina ogni albergo è dotato di sala massaggi dove gruppi di ragazze aspettano i clienti che facendo finta di avere mal di schiena o zoppicare entrano per avere i loro servigi.
Se uno spinto dalla timidezza o tenuto d’occhio dai compagni di viaggio non riesce a controllare  le tempeste ormonali si può rivolgere in uno dei molteplici saloni di barbiere dotati di annessi privè dove improbabili parrucchiere sistemano le capigliature in modo originale.
Per quanto riguarda gli stati ex URSS gli alberghi oltre ad avere le sale massaggio sono dotati di discoteca o quantomeno di bar dove stazionano bellissime ragazze a cui non interessa molto ne’ bere ne’ ballare ma dopo aver saggiato la preda la invitano a casa per continuare la serata.
L’arrivo in Georgia puo’provocare problemi se non si è preparati a far finta di nulla davanti a ragazze veramente bellissime cosi’come a Xanti e Salonicco in Grecia  o Nis ed in genere in tutta la Serbia. Bisogna poi tener conto di quello che chiamiamo “effetto tavernello”cioe’quella sensazione di gioia nel bere quel vino dopo un mese che non bevi mentre abitualmente non lo degni di uno sguardo e poi del fatto che se uno è un pirla a casa è un pirla ovunque.
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L'Alimentazione
Cina
Zuppe,riso, momo(ravioli ripieni),tagliolini,maiale e pollo in agrodolce ecc.insieme a buona birra fanno si che non ci sia il rischio di dimagrire mentre  buonissima è la frutta dove svettano circa 30 tipi diversi di favolosi meloni.Nell’estate dell’influenza aviaria sicuramente i polli avevano piu’paura di noi che noi di loro.Nelle Citta’ piu’grandi ci sono anche ristoranti all’occidentale e logicamente Mc Donald. Andando verso ovest si inizia a trovare il pane e saporiti spiedini di carne.
Il costo di un pranzo completo è di 1 – 2 $ .Mentre il vino cinese anche quello costoso fa schifo,
i distillati locali tipo cognac o vodka portano alla forma di cirrosi piu’fulminante
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K-U-K-T-
Momo,riso,carne di montone,pane e verdure all’occidentale,calzoncini ripieni di carne ed anche pesce si trovano ovunque e pagando cifre bassissime La Vodka costa meno della buonissima birra mentre il vino sembra fatto dai cinesi.Costosi ristoranti con menu’occidentali si trovano in gran numero nelle citta’piu’grandi oltre a pizzerie e fast food.Ad Ashgabat nell’albergo Nissa c’e un italiano,Luigi Fontanabona ,che oltre ad essere un riferimento in caso di necessita’lo è sicuramente per quanto riguarda il suo favoloso ristorante con cucina italiana.
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