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Grazie papi

Una storia invernale di coincidenze,consigli,ricordi,moto,cioccolata,sorrisi e nostalgia
Cavolo che giornata di schifo, ultimamente mi sembra di essere una calamita per i problemi e le sfighe. Di solito ammortizzo bene, ci sono abituato ma oggi è dura.
Non mi piace lamentarmi, nemmeno quando lo faccio solo con me stesso però a tutto c’è un limite cavolo!!!
Quando penso di essermi liberato di un peso ne arriva uno più grande, ogni volta, sempre.

Penso che le rogne non dovrebbero arrivare nel periodo di Natale, penso che almeno per dieci giorni all’anno tutti dovrebbero essere più sereni.
Cammino fra la gente senza guardarla, circondato dai miei pensieri mi dico che forse quello che mi capita è il risultato delle scelte prese sempre di testa mia, senza chiedere o avere un consiglio, penso, quante cose ho sbagliato nella mia vita??!!
Forse tutto, forse non ho fatto quello che volevo e dovevo veramente fare, oppure penso che altri sono stati più fortunati perchè agli inizi hanno avuto dei genitori o una famiglia che li ha indirizzati nel modo giusto od aiutati nei momenti critici, mentre mio padre se n’è andato quando avevo circa 18 anni e sono rimasto da solo con le mie domande ed i miei dubbi a prendere o non prendere le decisioni più giuste.
Penso a quanto diverso e forse migliore sarebbe stato il mio oggi se ci fosse stato ancora lui?? Bella domanda, però del cavolo mi dico perchè non potrò mai saperlo!!
I pensieri corrono, quante volte da ragazzo sono stato in difficoltà e non potevo chiedere un suo consiglio od immaginare quale sarebbe stato comunque il suo aiuto. Albe, penso , sei proprio mona, parli ancora del tuo Papi ed hai 53 anni, cosa c’entra lui, mica voleva morire a 57 anni e quello che hai fatto lo hai fatto per come potevi farlo in quel momento, brutto mona!!

Troppo facile assolversi così penso. Dopo aver fatto visita al mio commercialista sono uscito dal suo studio ancora più stanco ma anche amareggiato da tante cose, dai clienti che pagano quando vogliono, all’INPS, dall’IRES all’IRAP dall’Equitalia agli anticipi, dal conto sempre in rosso ecc.ecc.ecc. vaffanculo, questo non è il mio mondo cavolo!!!
Il mio umore era nero, nerissimo e quando sono cosi’ (o quasi) vado in libreria da Pangea e li’ tra un libro e l’altro con Moreno che parla di montagne e donne ritrovo un minimo sindacale di positivita’.
Ma oggi niente da fare, non mi passa. Compro un libro e vado a casa, penso che almeno a Natale chiunque dovrebbe stare un po’ meglio, io invece no cazzo!!!
Penso, quasi quasi vado in pasticceria e la faccio finita…Immagino l’articolo sul giornale: Agente di commercio di mezza eta’ si suicida con bigne’, cannoncini e meringhe, bella fine per uno che voleva diventare maestro di sci, sognava di girare il mondo in moto, fare il giornalista ed è finito invece a lavorare nell’unica ditta di idraulici che non fa nero in Italia!!

Dopo trenta anni di lavoro sono ancora una volta punto ed a capo questa è la realta’.
Vado in studio cerco Motociclismo di Agosto 1983.L’India, il primo viaggio al di fuori dell’Europa: li’ avevo i capelli lunghi, avevo 24 anni avevo la mia g/s, avevo tutta la vita davanti, magari mi tiro un po’ su leggendo l’articolo, magari vedendo le foto trovero’ cosa sia rimasto oggi di quel ragazzo (a parte la stessa moto), ma come spesso succede, quello che cerco non lo trovo e mentre rovisto faccio cadere un vecchio libro da cui esce una fotografia.

La sollevo da terra e vedo un ragazzo con la divisa da ufficiale che sorridendo guida un guzzi militare.
Era mio padre che evidentemente sfruttando i suoi gradi si era fatto prestare una moto.
Che combinazione, prima ho pensato a lui e adesso è sbucato fuori per caso, anche se non credo ai casi. Sembrava felice e guidava sorridendo ed ho pensato, cavolo, uno che è in guerra, che non vede la sua famiglia da anni, che rischia la buccia tutti i giorni puo’ anche sorridere???.
Penso ai miei casini, che cazzo sono i miei problemi di fronte a quelli che aveva lui??? Penso che cacchio aveva da sorridere???
Improvvisa arriva l’illuminazione!!Guidava una moto ecco cosa c’era!!!.

Guidava una moto e per qualche momento tutto era dimenticato, i pericoli, i problemi, le preoccupazioni.
Grazie Papi, ho capito cosa vuoi dirmi con quel sorriso!! prendo il casco e vado in garage accendo il g/s, scaldo un po’ il motore e parto, l’attimo in cui stacchi la frizione e la moto parte è sempre meraviglioso. In quel momento diventa una parte di te o tu una parte di lei, quando in piega esci da una curva ed acceleri provi sempre una sensazione bellissima, e guidando in giro per la citta’un po’ alla volta mi sono sentito un po’ piu’ leggero, un po’ alla volta stavo meglio, vedevo un po’ di luce nel fondo del buio che avevo dentro.
Luce si penso, pero’ che cazzo di freddo !! le dita mi fanno male ma senza volerlo sorrido ed immagino che quelli che mi vedono si chiederanno che cos’ho da sorridere??
E’ che guido la mia moto e penso a mio padre!! Che figo il mio Papi, è riuscito dopo trentatre anni che non c’è piu’ ad aiutarmi quando ne avevo bisogno, senza parole ma con un sorriso e per un attimo è stato come se io e lui fossimo insieme.

Porca vacca che freddo!!!, quasi quasi mi fermo a bere una bella cioccolata calda con panna e mi ricordo di un posto in centro dove andavo con lui quando ero piccolo.
E’ aperto, parcheggio e spengo il motore, scendo dalla moto mi levo il casco ed entro. A parte il prezzo della cioccolata, il locale non è cambiato molto e mentre bevo ripenso al mio Papi (lo chiamavo cosi’) mi rivedo in questo posto seduto con lui mentre guardandomi si fumava una sigaretta aspettando che finissi di bere, sento ancora la dolcezza del suo sguardo, rivedo i suoi gesti, la sua antica cortesia, i suoi occhi ed il suo sorriso incapaci di mentire pero’ capaci di parlare e di trasmettere emozioni anche da una fotografia di quasi settant’anni fa.
Mi ricordo di quando ti mettevo i depliant del Corsarino sotto il cuscino, sotto al piatto, nella giacca, in mezzo alle tue carte fino a quando, compiuti 14 anni ed un’ora tu con il tuo sorriso, ed io che sembravo un cocainomane che aveva esagerato, siamo andati insieme a comprarlo, cavolo me lo ricordo come se fosse adesso, è come se in questo istante fossimo ancora al Motoemporio in Via Beato Pellegrino.
Costava 162.000 lire, era bellissimo, messo in bella vista nella vetrina a fianco del negozio, arancione e bianco con le cromature luccicanti e non sapeva cosa lo aspettava.

Ti vedo che stai parlando con Vedovato che ha un grembiule nero ed io sono seduto sulla “mia moto” dando grandi accelerate, ma mi accorgo che non ha il contachilometri e la disperazione che si legge nel mio viso richiama la vostra attenzione.
Questo momento drammatico è subito superato con una risata di Vedovato e la promessa del montaggio il giorno seguente.
Al tagliando dei 1500 km fatto dopo una settimana Ilario Sette il mitico meccanico Morini di Piazza Castello mi cambio’ il carburatore di serie con un Dell’Orto UA 15 BS vaschetta laterale (che memoria che ho per certe cose!)e la” moto” mi sembrava un missile.
Per una settimana invece di andare a scuola facevo due , tre volte il giro completo dei colli, oppure la riviera del Brenta fino a Mestre, la circonvallazione come se fosse una pista e soprattutto giri completi di Prato della Valle passando davanti al negozio di Gloria e le sue meravigliose Norton e Laverda a tutta manetta sperando che mi notasse:dovevo proprio aver perso completamente la testa.

Ordino un’altra cioccolata e calcolo che nel 1942, l’anno della foto, avevi 24 anni ed io la stessa eta’ quando sono andato in India, che coincidenza, e penso che ho trovato la sua foto cercando le mie, un’altra coincidenza, ma io non credo alle coincidenze .Immagino un impossibile ma magico incontro tra questi ragazzi coetanei ma di due epoche diverse, magari con gli stessi sogni, le stesse attitudini, le stesse passioni, la stessa nostalgia .Sorrido pensando a quale allucinogeno ci sia dentro alla cioccolata.
O dentro di me.
Caro Papi, che peccato che adesso tu non sia qui magari anche con quel cazzo di Guzzi, potevamo fare un giro in moto insieme,
e forse sarebbe stata la cosa piu’ bella del mondo….Esco dal bar e vedo le luminarie per il Natale, c’erano anche prima ma non me n’ero accorto, respiro l’aria fredda di questa sera di dicembre, le persone passano infreddolite con i loro pacchi, vedo i loro visi, qualcuno è allegro, qualcuno cupo e pensieroso come lo ero io prima ma spero che anche loro abbiano il modo di ritrovare il sorriso almeno per stasera ...riparto, il fanale non funziona, sorrido e do’ il solito colpo sul contachilometri, si riaccende, innesto la prima e parto, il ticchettio delle valvole mi tiene compagnia fino a casa ma dentro di me non sono giu’ come prima e fuori non sento piu’ il freddo, miracoli della cioccolata e della nostalgia penso chiudendo il garage e sorridendo ancora una volta.

Ciao e grazie del consiglio Papi.


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