Rally Faraoni 2007
Patrocinio del Comune di Padova
Resoconto aggiornato giornalmente
L'imbarco
15/09/07
Le ultime due settimane sono state tirate come poche volte è stato fatto,lunedi'notte in Piemonte alla QD per la mappatura,martedi' notte a Rimini per ritirare le moto con i serbatoi supplementari montati,mercoledi',giovedi'e venerdi' fino all'una per finire le moto e preparare le casse con i ricambi,tende,sacchi a pelo ecc.
ecc.
Alla fine arriva il momento della partenza ed alle quattro di sabato mattina ci troviamo a Limena io e Francesco con il furgone e Giorgio con la macchina ed il carrello.
Ci siamo guardati negli occhi e senza parlare il pensiero a Massimo si è condensato ancora una volta con una risoluzione quasi fisica.
E' soprattutto grazie a lui se dopo tanti mesi si stava concretizzando cio' che sembrava una fantasia irrealizzabile,partecipare al Rallye dei Faraoni con una BMW HP 2.
Il buio della notte ha lasciato lentamente all'alba e poi ad un sole radioso il compito di dare luce al nostro mini convoglio che attirava l'attenzione di tutti quelli che ci superavano o che erano nelle aree di servizio quando ci fermavamo.L'HP 2 da gara è imponente ed affascinante e non passa di certo inosservato.
Alle 8 e 45 siamo entrati nel porto di Genova dove c'erano altri mezzi del Rallye che aspettavano i documenti per l'ingresso.
Lo scarico delle HP2 ed il loro stivaggio nel container è stato seguito con curiosita',domande,foto da parte di molti partecipanti e suscitato le piu'diversificate impressioni che propendevano per una forma di quella simpatia che si ha nei confronti di certi svitati che si incontrano ogni tanto.
Speriamo bene.Gli organizzatori hanno voluto sentire in moto la HP 2 di Giorgio ed hanno ascoltato con compiacimento il rombo cupo che ha echeggiato per un po'all'interno dell'enorme magazzino.Grazie a Manuel la moto emette un suono meraviglioso e gratificante.
L'atmosfera nel porto e' molto positiva e ci si trova a spostare moto e carrelli magari con a fianco Franco Picco o altri famosi piloti che pero' sono di grande umilta' e simpatia e trattano alla pari anche con perfetti sconosciuti come noi.
Scopriamo che molti hanno lavorato tutta la notte per finire le moto ed alcuni addirittura terminano i lavori prima di mettere la moto nel conteiner.
Camion giganteschi e fuoristrada ultrapreparati occupano tutto il piazzale insieme ai fuoristrada dell'organizzazione e la presenza della squadra ufficiale KTM con il loro grande camion officina se da una parte ci fa sembrare piccoli con il nostro modesto team costituito piu' che altro di amicizia,pazzia,speranze e ricordi dall'altra ci riempie di orgoglio per essere li insieme a loro e con tanti altri per partecipare a questa avventura da cui tutti riceveranno qualcosa e che sara' un'altro bel gradino della rampa di una scala che spero non finisca mai.
Per la cronaca insieme a Massimo Montebelli e con altri piloti ed amici siamo andati a mangiare in una trattoria appena fuori del porto e dove Giorgio,nelle due ore e mezzo passate a tavola, ha staccato di netto tutti gli altri piloti.
Speriamo che questo sia di buon auspicio.
Albertino
Partiti!!!
Finalmente dopo tanti mesi di preparazione siamo partiti.
Il Rallye raid dei Faraoni 2007 ha inizio oggi e vi consigliamo di seguire quotidinamente sul sito
www.jvd.it e sul nostro
www.r80gs.it i diari del giorno e vedere le bellissime
foto sia della carovana che dei formidabili paesaggi di questo deserto.
Avete anche la opportunita di seguire Giorgio in prova speciale. Ancora una volta vi esprimiamo il nostro ringraziamento per il supporto che avete voluto darci e qui oggi
siamo tutti insieme per partecipare a questa meraviglisa avventura.
Le nostre moto sono ricoperte dei vostri loghi e sono ammirate da tutti vista la originalità del modello.
Un saluto da Francesco,Giorgio,Albertino e dalle loro HP2
29/09/07
Il Rallye dei Faraoni e iniziato con il ritrovo alla Malpensa per il volo al Cairo.
Trovarsi tutti insieme ha creato una atmosfera particolare e tutto l aereoporto guardava con curiosita questa variopinta comitiva.
L arrivo al Cairo dopo circa quattro ore ed il trasferimento verso l hotel che si trova vicinissimo alle piramidi ci e servito per vedere
quanto grande sia una citta di oltre 20 milioni di abitanti.
Dopo una bella dormita tutti al lavoro per gli ultimi preparativi.
Le nostre moto sono state ammirate da tutti e moltissimi passavano solo per fotrografarle...
Meccanici,piloti,accompagnaatori sono stati impegnati fino al momento del briefing finale di Jacky Ickx.
Domani, 30 settembre sveglia ore 6 per la partenza della prima tappa con la bellissima cornice della Piana di Giza.
Si inizia
Siwa 3 ottobre
Questa gara piena di aspettative e speranze era iniziata in una maniera che faceva pensare che la sfiga pensasse solo a noi.
Nella prima speciale Giorgio andava benissimo ed occupava una posizione di metà classifica quando
una capriola causava la rottura del portapacchi posteriore dove è montato il serbatoio dell'acqua
obbligando il nostro pilota ad una riparazione di fortuna che ha portato ad una perdita di tempo e poi all'abbandono
a pochi chilometri dall'arrivo.
Nella seconda tappa Giorgio dopo circa 200 chilometri ha trovato una serie di dune l'ultima delle quali lo ha
bloccato a causa di un insabbiamento che lo obbliga al ritiro ed ad aspettare il camion balais (proate a levare
dalla sabbia un hp e poi capirete)
Nella terza tappa Giorgio non puo partire in quanto il camion non arriva in tempo utile ed essendo questo ritardo
causato da terzi comunque Giorgio è ancora in classifica.
Nella tappa di Siwa finalmente l'inversione di tendenza.
Giorgio parte deciso alla carica e conclude benissimo questa difficile prova speciale riportando morale e fiducia.
Ad ora ancora non ci sono le classifiche aggiornate e purtroppo abbiamo grosse difficolta' per trovare una postazione
da cui spedire foto e scritti ma da oggi siamo tutti piu' ottimisti per quanto riguarda il nostro progetto:
portare un BMW HP2 al traguardo del Cairo.
Per quanto riguarda il resto il clima di questo grande circo é meraviglioso come i luoghi che attraversiamo,tutto é organizzato
benissimo ed addirittura ianche in mezzo al deserto la sera ci sono le docce e si mangia sotto un enorme tendone arabo tutti
insieme facendo amicizie nuove e conoscendo personaggi che fanno parte della storia dello sport ma anche persone "normali"
con belle ed affascinanti storie da raccontare.
Per la cronaca io e Francesco facciamo il Raid insieme a Roberto Boano,grande Dakariano ed esperto di Africa e moto e non
abbiamo sfigurato al confronto di quelli che avevano moto piu' leggere fino al momento in cui il mio HP
per un attimo sembrava un toro a Pamplona e cadendo in malo modo pur non essendomi rotto nulla devo procedere a voltaren
per riuscire a muovere la spalla.
Un grazie a Francesco,che mi aiuta a vestirmi e salire in moto,ma un grazie soprattutto al nostro Giorgio che non ha mollato
quando chiunque ci avrebbe pensato.
Se questo sogno si concretizzera' sarà merito soprattutto suo anche se siamo convinti che in questo momento qualcuno da lassù
ci stia dando una mano...........
08/10/07 - R 80 G/S Rallye Raid dei Faraoni 2007 progetto HP2
Manco' la fortuna non il valore.......................
Mi trovo a scrivere queste righe con una certa difficolta', le troppe ore passate in mezzo al deserto ad aspettare notizie
dall'ospedale del Cairo per conoscere le condizioni di Giorgio ed ancor prima averlo visto arrivare in elicottero
preceduto da notizie che lo davano in gravi condizioni hanno prodotto un'altra lacerazione dentro di me ed anche se adesso
le notizie dall'ospedale sono abbastanza buone non scordero' mai tutte quelle ore passate nell'angoscia.
Allo stesso modo non scordero' mai i nomi di Mirco Miotto,Francesco Dalla Venezia e Roberto Boasso che non pensando
alla loro classifica si sono fermati immediatamente a soccorrere Giorgio limitando i gia' notevoli danni.
Quest'anno per noi è stato terribile,la morte di Massimo ha portato una nuvola nera sopra di noi che non sembra volere
andarsene e speravamo con questa avventura di riportare un po' di serenita' ed entusiasmo,speravamo che
l'impegno di un anno,le sere passate sulle moto,il tempo sacrificato alla famiglia ed al lavoro,la ricerca degli sponsor,
i viaggi di notte con Massimo in Germania,le prove dei vari particolari delle moto fossero da soli garanzia
di un buon risultato.
Purtroppo non è stato cosi'ed alla mancanza del raggiungimento dell'obbiettivo,si è sommata la disgrazia dell'incidente di
Giorgio a cui va aggiunto il fatto che avevamo portato a termine tutto cio' anche in nome di Massimo promotore di questa avventura
per cui la tristezza è assoluta.
Pero' ci abbiamo provato, e ci siamo impegnati al massimo per conseguire un risultato che come in tutte le attivita' sportive
non dipende solo dalla preparazione o dalla bravura ma anche dalla fortuna per cui racconteremo la storia di questi quattro
adolescenti di 50 anni a cui è mancata la fortuna ma non il valore.
Considerazioni
La nostra gara si è interrotta circa al chilometro 105 di giovedi' 4 poco prima del secondo CO e si è trasformata in un viaggio
verso l'ospedale Dar al Fouad del Cairo dove Giorgio era stato ricoverato nel reparto di rianimazione.
Nei 600 km che ci dividevano dalla meta tantissimi pensieri sono transitati per la nostra testa ma principalmente la preoccupazione
per la salutedi Giorgio aveva il sopravvento.
Il Leone di Siwa
Il nostro pilota si è guadagnato la stima di tutti dopo aver dimostrato che anche con l'HP si potevano superare difficolta' che si pensavano
insormontabili.
Con il 52° posto assoluto nella speciale di Siwa fatta principalmente di dune e sabbia soffice aveva fatto capire a tutti di che pasta è fatto.
Giorgio ha gettato al di la' degli ostacoli e delle avversita' il suo cuore ed insieme al suo talento nella guida aveva assimilato la tecnica per
portare l'HP al traguardo.
Il fatto poi che all'arrivo della difficile speciale di mercoledi' fosse in piena forma e non dimostrasse la minima stanchezza erano di buon auspicio
per il prosieguo della gara.
Caro Giorgio, straordinario è stato giovedi con le prime luci del giorno vederti sparire all'orrizzonte con una scia di sabbia che si alzava alta dietro
di te accompagnata dal rombo cupo e potente dell'HP sullo sfondo del sole nascente.
Questa è sicuramente un'immagine che mi portero' nella memoria per sempre.
In quel momento ammirazione per la tua bravura, stima per il tuo coraggio, orgoglio di essere tuo amico si sono mischiati tra loro, ed alla partenza
di quella speciale per qualche istante ho avuto l'impressione che non fossimo soli.
In quel momento sei riuscito a scrollarti di dosso le mediocrita', le insicurezze e le paure che tutti noi abbiamo e hai dato solo il meglio
che viene quando si dimostrano le proprie attitudini.
Hai lottato come un leone contro tutte le avversita' che sono capitate ed hai sempre reagito(forse come non avevi mai fatto prima) con una caparbieta'
che facevano intendere che dentro avevi qualcosa che andava oltre alla voglia di partecipare ad una gara.
Ed io so cos'è.
Il vento e la sabbia ormai avranno coperto tutte le tracce lasciate sul deserto ed ora forse tutto è come se non fosse mai esistito ma
il vento ha portato lontano trasportandolo ovunque anche il ruggito potente di una moto con due cilindri guidata da un leone.
Se è vero che "la miglior virtu' nulla puote contro l'avverso destino" certamente tu hai provato a sovvertire questo detto e stai
pagando in un letto di ospedale il tuo coraggio verso il quale dobbiamo solo avere un sentimento di riconoscenza ed ammirazione
e pregare che entro breve tu riprenda a ruggire.
Grazie Zio Giorgio da oggi sei anche il nostro Leone di Siwa.
Le Bivouac
Questo circo di matti è organizzatissimo; ci sono dei camion che portano le casse contenenti ricambi, tende sacchi a pelo, ruote e gomme di scorta,
ecc.
Fuoristrada con i medici a bordo che coprono tutto lo sviluppo della prova speciale, Camion ospedale con addirittura la macchina per fare i raggi,
camion che portano la benzina guidati da persone che vanno in africa da anni ed hanno trovato facendo parte dello staff una opportunita'di continuare
un rapporto che è difficile da scindere quindi non è difficile trovare degli sconosciuti o quasi che sono stati nel deserto piu' di Lawrence
d'Arabia.
Due elicotteri garantiscono il pronto soccorso a chi si fa male durante la speciale e possono portare come nel nostro caso l'infortunato in poco
tempo in un ospedale attrezzato come quello del Cairo.
Quando un pilota finisce la sua gara trova in mezzo al deserto quello che potrebbe sembrare un miraggio.
In una enorme tenda araba(che puo'contenere 4/500 persone) ci sono stesi decine e decine di tappeti sui quali ci sono tavoli e sedie dove
la sera si mangia con piatti di ceramica e posate di acciaio.
C'è logicamente un bar dove nonostante il periodo di ramadam si possono trovare bevande anche alcooliche.
Due grandi tavoli garantiscono l'appoggio dei contenitori di cibo e tipo un self service ci si mette in coda peraltro veloce per fare uno o
piu' giri.
Colazione...Pranzo...Cena
Al mattino caffe, the', latte, succhi di frutta pane burro marmellata brioche di tutti i tipi, oppure uova cucinate in vari modi, frutta e
quant'altro come se fossimo in un grand hotel.
Il pranzo era contenuto in un sacchetto contenente un succo di frutta, una scatoletta, gallette salate un paio di merendine ed un frutto.
Se uno arrivava prima al bivacco poteva usufruire della cucina pero'pagando (circa 10 €).
La sera il buffet era veramente importante, sempre tenuto conto delle modalita' logistiche e si spaziava dalla pastasciutta con vari sughi al riso,
carne di due o tre tipi e pesce con molte verdure e le immancabili patate fritte.
In vendita anche vini egiziani che devo dire non erano per niente male.Un tavolo di frutta ed un incredibile tavolo di dolci concludevano
una cena che pensando di essere in mezzo al deserto sembrava quasi irreale.
Oltre alle persone normali che si appoggiavano in toto all'organizzazione c'erano anche quelle che avevano l'assistenza ed i relativi mezzi
contenevano tra un ricambio e l'altro bottiglie di vino, grappa, sughi preparati da mamme chili di pasta ,salami, formaggio grana, nutella
ecc.ecc. e la sera illuminati grazie ai gruppi elettrogeni si imbandivano tavoli che facevano pensare ad una scampagnata sul Meduna
piuttosto che ad una gara valida per il mondiale.
Per concludere questa immagine della logistica c'erano il camion doccia dove all'interno di un conteiner da 40 piedi erano allestite doccie
che logicamente avevano l'acqua calda ed un'altro camion dove all'interno del conteiner erano stati allestiti i servizi igienici.
Nulla di particolare, ripeto che la cosa starna era farsi la doccia sapendo di essere in mezzo al deserto.
L'ACQUA - La necessita' piu' importante di chi guida nel deserto è l'acqua.
Per chi è in moto viene utilizzato il cosiddetto camel - bag un sacco di plastica contenente fino a 2,5 lt che puo' essere messo dentro una apposita
tasca della giacca oppure in uno zainetto esterno.
Un tubo che parte dalla parte piu' bassa di questo contenitore arriva in prossimita' del casco per permettere al pilota di bere senza fermarsi
e perdere tempo prezioso.
Inutile dire che vengono usati reintegratori di tutti i tipi miscelati in vari modi.
Ai CO nelle macchine dell'assistenza c'è la possibilita' di bere l'acqua in bottiglia ed anche reintegrare il camel - bag.
Al momento dell'arrivo al bivacco si inizia una parte della giornata che solo apparentemente non è impegnativa:prima di tutto
bisogna recuperare la propria cassa sul camion dell'organizzazione, si monta la tenda, si preparano la branda ed il sacco a pelo.
A questo punto ci si ossono levare la tuta, stivali ecc. per andare a fare la doccia fatta la quale si inizia la manutenzione
della moto che è inversamente proporzionale alle peripezie subite nella prova speciale.
I piu' fortunati hanno il meccanico al seguito e si occupano di altre cose o si riposano mentre la maggioranza suda nel sistemare la moto.
Al mattino vengono fatte le operazioni inverse con delle notevoli levatacce visto che le moto partono verso le 6.30.
I piloti e gli altri
I piloti sono persone particolari che fanno cose che sono precluse alla maggior parte delle persone normali.
Una delle maggiori differenze è la maggior fiducia delle proprie capacita' di guida e sul proprio mezzo per cui quando guidano lo fanno
portando la moto dove per le persone normali sarebbe improbabile arrivare.
Consci di questo le persone normali si vendicano in modo vile quando in caso di incidenti escono con frasi tipo "l'avevo detto" oppure"non
erano preparati" oppure "dove vogliono andare a 50 anni"ecc.ecc. ed aspettano quasi compiaciute che un qualcosa vada storto.
Ho imparato che nella vita ci sono persone che vivono la voglia di vivere perseguendo i loro progetti,i loro sogni e tendono di realizzare
quanto per altri è pericoloso, altri che vivono sopravvivendo pensando che il non perseguire i propri sogni e stare a casa a vedere la tv
contribuiscano a migliorare o prolungare la loro vita.
Ci sono persone che fanno e persone che parlano e mi sono accorto che da qualche giorno la presenza di questi ultimi mi da un grande fastidio.
Considerazioni tecniche
Nelle gare africane degli anni 80 le moto bilindriche hanno
avuto il sopravvento sui piu'agili mono in quanto molte tappe e
prove speciali erano quasi in linea e l'attraversamneto di
enormi plateau con km e km di piatto favorivano la potenza e
l'allungo maggiore di queste moto.
Con la fine dei grossi bicilindrici alla fine dello
sviluppo veri prototipi in gara e dell'era delle moto enduro
tipo BMW r 80 gs,Honda Africa Twin,Supertenere' ecc.uscite
progressivamente dai listini delle varie case produttrici si
sono fatti strada i mono raffreddati ad acqua KTM e BMW da 6/700
cc. La BMW vittoriosa sulla sorella austriaca che pure era
presente con squadroni imponenti dopo l'ultima vittoria del 2001
con tre moto ai primi tre posti (una era un 990 bicilindrico)si
è ritirata lasciando il campo alla KTM che da allora ha
praticamente il monopolio su questo tipo di gare.
Lo spauracchio di una partecipazione BMW con un bicilindrico che
aveva dimostrato un'ottima riuscita essendo arrivato terzo con
alla guida un giornalista/pilota non certamente allo stesso
livello dei primi drivers aveva convinto la KTM a mettere in
programma lo sviluppo di un bicilindrico che potesse competere
eventualmente con BMW.L'uscita di scena di quest'ultima ha reso
quasi inutile lo sforzo KTM che pure ha portato la sua lc8 a
vincere la Dakar con il compianto Meoni ma le moto avversarie
erano comunque solo KTM.
I nuovi regolamenti hanno portato progressivamente ad una
riduzione della cilindrata (dall'anno prossimo sembra di soli
450 cc)anche nel tentativo di ridurre velocita' e rischi.
La morte di troppi piloti ha spinto i responsabili alla ricerca
di una diminuzione delle prestazioni quindi riducendo la
cilindrata e le gare poi sono cambiate negli anni dal punto di
vista tecnico con tappe piu' brevi e piu' specialistiche poi
perche' l'utilizzo di gps ed altre apparecchiature rendono
ancora piu' sicura la navigazione,pero' spostano piu' lontano i
tempi eroici delle bussole e delle cartine geografiche quando un
pilota abile nella navigazione poteva staccare di molto gli
altri e concludere una tappa con 40/50 minuti e piu' di
distacco.
Ora anche dopo diverse centinaia di km ci possono essere
distacchi di pochi minuti o secondi.
L'accorciare le tappe ha portato ad una diminuzione della
quantita' di carburante e quindi fra un anno o due al massimo si
prevede l'addio dei grossi mono compreso il bellissimo nuovo KTM
690 per lasciare spazio ad una generazione di moto ancora piu'
piccole,leggere,agili che pure sono gia'presenti in gran numero
derivate da Yamaha,Honda,KTM ecc.ecc.ma in forma non ufficiale.
La strada gia' tracciata per quanto riguarda la produzione
riguarda l'utilizzo quasi obbligatorio
dell'iniezione per le norme antinquinamento e quindi si
prospetta uno scenario di moto monocilindriche di 450 cc,con
l'iniezione,leggere e con serbatoi al massimo di 22/24 litri.
Le tappe saranno prevedibilmente sempre piu'tecniche e speriamo
che la noia data dal fatto che piu' che un campionato sembra un
trofeo monomarca KTM venga scacciata dalla scesa in campo anche
di altre case ufficiali.
L'ingresso di Yamaha,Honda,e dopo l'acquisto di Huskvarna e
l'uscita del bellissimo 450cc anche di BMW o per esempio anche
di Aprilia viste le possibilita' che arrivano da Piaggio,Beta,TM
ecc.ecc.porterebbero un rinnovato interesse in questo tipo di
gara a cui manca solo piu'competizione per ricreare l'interesse
che ha reso famoso questo tipo di gare negli anni 80.
Considerazioni
In questo contesto futuro non c'è certamente piu' posto per moto
bicilindriche e giusto per chiarire le cose l'operazione che
ci ha portato a correre con una BMW HP2 non voleva avere un
connotato agonistico ma è stata dettata solamente da una idea
di quattro nostalgici che si divertono(o si divertivano)con le
moto come dei bambini anche se sulla soglia dei 50 e che non
smettevano di inseguire le proprie idee ed i propri sogni.
Il nostro Giorgio sta recuperando gli esiti dell'incidente con un percorso fatto di rieducazione fisica gestita dal bravissimo Luca Filippin,
fisioterapista della Clinica Mobile del Dott.
Costa e motociclista sfegatato, e psicologica gestita da una logopedista che ancora non sa cosa .....Continua
Per MASSIMO
Scusaci Zio Massimo,non siamo riusciti ad arrivare in fondo,ma a
pensarci bene,se avessi guidato tu forse ci saremmo ritirati
ancora prima.
La tristezza si amplifica se penso che sia finita male l'ultima
cosa che avevamo iniziato insieme e ci sembra ingiusto che
questa avversa fortuna si sia concentrata su di noi,ma la
tristezza piu' grande,costante e senza speranza è data dal fatto
che non ci sei piu'e speravamo con l'arrivo alle Piramidi di
riportare un po' di positivita' e serenita'a questo gruppo il
cui morale invece è sprofondato ancora di piu' verso il basso.
Giorgio comunque è stato grande,ha avuto una determinazione che
veniva forse dal fatto che stavamo facendo questa cosa quasi
piu' per te che per noi e non ha mollato mai un'attimo come
avresti fatto tu e se solo fosse arrivato al traguardo una
grande gioia ci avrebbe aiutato ad guardare avanti con piu'entusiasmo
e tutte le persone che si sono e si stanno premurando di
sottolinearmi i motivi di quanto successo senza sapere cosa
c'era dietro sarebbero state e starebbero zitte.
Se fossi qui,mi diresti sorridendo con la tua calma
tranquillizzante una cosa che mi ripetevi in queste occasioni "eassa
perdare....cossa vuto che i sappia" e mi sarei un po'calmato,ma
non ci sei piu'e sai che io me la prendo troppo quando la cosa
riguarda un amico e soprattutto se riguarda te o Giorgio che
adesso in ospedale ne sta cavando un miliardo.
Mi manchi troppo
Un bacio ed un forte abbraccio dai tuoi
Zio Giorgio (il leone di Siwa)
Checco Nazi e
Zio Albe.