Luigi Corru' è un personaggio vero.
Calmo,parla in modo pacato,grande appassionato di
fuoristrada,si impegna tutto l'anno per mettersi d'accordo con i proprietari dei terreni
da attraversare,prende parole dai cacciatori,dai contadini,dalla Forestale,dalle
Guardie venatorie,cerca sponsor,tenta di migliorare ogni anno insieme a pochi amici
questo bellissimo appuntamento che lo vede anche impegnato fisicamente a piantare (e levare)
i picchetti e posizionare la fettuccia della "prova speciale".
E chi non lo ha mai fatto non sa quanta fatica e bravura ci vogliano
La sua filosofia è che vince chi si diverte non chi è piu' veloce,quindi niente premiazioni anche
se c'è una classifica.
A parte questo è un uomo sensibile,che conosce profondamente il significato dell'amicizia
e che da un valore aggiunto ai sentimenti.
Avendo conosciuto il nostro Zio Max ha pensato di ricordarlo non solo intitolandogli l'evento
ma anche ricordandolo personalmente con parole tanto semplici quanto belle sia al briefing che
alle premiazioni.
Sicuramente è una persona da conoscere ed il fatto che abbiamo avuto questa opportunita'
per mezzo della nostra passione per le moto mi fa pensare che è proprio un bell'ambiente.
Grazie di tutto Luigi,sei proprio un gentiluomo.
La "Sette Guadi" è così organizzata:ci sono tre giri cronometrati di un fettucciato
tipo prova speciale dopo ognuno dei quali si fa un giro molto bello e ben segnalato nella campagna
circostante dove sono presenti appunto dei guadi di diversa difficolta'.
Chi riesce a fare tutte e tre le prove speciali va in classifica dove sono distinte
le bicilindiche e le mono.
Premesso tutto questo,non potevamo certo mancare a questo appuntamento ed il nostro gruppo
era cosi' costituito:Albertino con BMW HPN 1000, Antonio e Mauro con R 80 G/S, Andrea, Alberto,
Francesco e Stefano con HP2, questa coorte apparentemente invincibile era affiancata
dal cosiddetto junior Team formato da:Martina Mazzuccato anni 18 Fantic 125,Francesco Calzoni
anni 16 con KTM 125 ed il nostro Andrea Perelli anni 17con la Honda 125.
Come accompagnatori,fotografi,cuochi cassieri ecc.ecc. erano venuti anche Checco, Gigi, Giorgio,
sempre sofferente nel vedere gli altri ad andare in moto, Alberto, padre premuroso, Fiorenza
e Tosca con Coby.
Di passaggio per i nostri tavoli sono venuti anche Michele che aveva una Honda 250 anni
settanta veramente strepitosa, e Roberto Musi con morosa ed amici.
Gian, detto Bannix si è dimostrato ancora molto riservato e non ha approfittato della nostra
ospitalita' Gazebo, tenda, cucina da campo tavoli, panche, sedie viveri ecc.ecc.erano
stipati insieme alle moto,piloti ecc.in due furgoni e due macchine di cui una con il carrello.
Arrivati, abbiamo posizionato il gazebo, montata la tenda e messo subito in funzione la cucina
che come al solito è stata il fulcro dell'avvenimento.
Preferirei sorvolare sul risultato agonistico ma la mia coscienza mi impedisce di coprire questo
aspetto.
Brevemente: Alberto Moronato, il nostro pilota di punta, dopo essere caduto nel primo dei tre
fettucciati è stato recuperato da dei subaquei in un guado "interpretato" male.
Altezza dell'acqua 150 cm.
RITIRATO.
Andrea ha avuto problemi con la batteria dopo la prima speciale:
ritirato.
Stefano ha forato dopo la prima speciale e non avendo pneumatici di scorta ha continuato con un
posteriore da asfalto puro:
eroico primario.
Francesco problemi alla prostata acuiti dopo il primo giro:
ritirato.
Mauro;si è fermato in mezzo allo stesso guado di Alberto per fare il pieno di acqua ma,
smontato il filtro, vaschette ecc.ha continuato stoicamente bravo!
Toni:un rullo compressore inarrestabile:sicuramente un pilota di peso.
Io invece alla guida di una moto dopo un anno di inattivita' fuoristradistica sono arrivato 51
di classe (in tutto eravamo circa 150)
La vera rivelazione è stato lo Junior Team: Francesco Calzoni è arrivato trentesimo assoluto,
Andrea Perelli ha guidato magistralmente una vecchia Honda 125 che si è comportata benissimo
ma soprattutto Martina Mazzuccato si è rivelata una sportiva figlia di suo padre e nonostante
sia stata vittima dello stesso guado di Alberto e Mauro non solo aiutava Alberto a sistemarle
la moto ma anche non esitava ad entrare nel guado a spingere gli altri piloti in difficolta'.
Una bella persona sotto tutti gli aspetti.
Terminato questo doloroso paragrafo anticipato da un notevole pranzo ed inframezzato
da merende varie siamo andati tutti al caseificio sponsor dell'avvenimento dove dopo cena
Luigi ha consegnato i trofei che avevamo portato ricordando Massimo e dove dopo un filmato
della giornata appena trascorsa ci siamo salutati con chi tornava a casa mentre noi,
dopo uno spuntino di mezzanotte siamo andati sulle nostre comode brande nella nostra tenda
riscaldata dalla stufa catalitica e dalla grappa.
La domenica mattina è stata dedicata alla colazione, al riposo, qualche giro in moto, e dopo
aver pranzato sotto un bel sole, smontato tenda ed accessori, caricati i mezzi pranzo siamo
ripartiti per il ritorno dopo aver salutato Luigi che molto gentilmete era venuto a trovarci.
Alla prossima